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Immane tragedia a Roma, dove il corpo di una soldatessa è stato rinvenuto in un bagno della Metropolitana. Ecco i motivi dell’estremo gesto.

Tragedia sulla linea A della metro di Roma, dove una soldatessa è stata trovata morta nella stazione Flaminio. Il suo corpo è stato rinvenuto nel bagno poco dopo le 8.30 di martedì 17 dicembre, con i segni di un colpo di arma di fuoco alla testa. Addio a Caterina Glorioso. E’ quanto riferisce Notizie.it.

Vitulazio, la sua città, è in lutto.

La comunità di Vitulazio, Comune in provincia di Caserta, ancora non riesce a capacitarsi del tragico gesto compiuto da Caterina. Il contenuto della lettera di 15 pagine resta al momento sconosciuto, ma i conoscenti della 30enne ipotizzano che all’origine del suo dolore ci sia la fine di una lunga storia d’amore, terminata sei mesi prima. Al momento, si precisa, si tratta di un’ipotesi non confermata.

Cosa l’ha spinta al suicidio? Tutto in una lettera.

Sarebbero contenute in una lettera di quindici pagine le motivazioni che hanno spinto Caterina Glorioso al tragico gesto nel bagno della stazione Flaminio.

All’origine del suicidio ci sarebbero ragioni personali non ancora rese note. La lettera d’addio è attualmente al vaglio degli inquirenti, coordinati dal pm e dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. La magistratura ipotizza il reato di istigazione al suicidio.

Ma chi era Caterina Glorioso?

Secondo quanto riportato da fonti dell’Esercito (il Maggiore responsabile dell’ufficio stampa dell’operazione Strade Sicure) a Notizie.it, la soldatessa, classe 1989, era di origine campana e nubile. Si chiamava Caterina Glorioso: il nome è stato reso noto dopo diverse ore, per permettere alle autorità di informare la famiglia. Al momento la salma non è stata rimossa e sul posto si trovano la magistratura e i medici legali. Verrà aperta un’indagine come atto dovuto. È confermato il suicidio ma non ci sono motivi evidenti che possano aver condotto la giovane a un gesto tanto estremo.