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Scene alla Hannibal Lecter. A Livorno paziente morde e stacca di netto un dito ad una Infermiera.

Scene alla Hannibal Lecter. A Livorno paziente morde e stacca di netto un dito ad una Infermiera.

E’ accaduto in Psichiatria. Vittima del suo assistito Vania Orazio, infermiera 60enne iscritta all’OPI livornese. L’uomo aveva aggredito anche un Medico.

Sembra di essere in uno dei romanzi dello scrittore Thomas Harris e di trovarci di fronte al famelico Hannibal Lecter, ma è la semplice realtà. Ed è accaduta in Italia, a Livorno, dove un paziente psichiatrico ha aggredito dapprima un medico e poi una infermiera, a cui ha staccato di netto il mignolo destro. Vittima del suo assistito la collega Vania Orazio, iscritta all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Livorno. Continuano gli atti di violenza nei confronti degli operatori sanitari in Italia.

Le ha staccato di netto con un morso il mignolo destro. Un paziente di origini brasiliane è stato denunciato per violenza. Tutto è accaduto qualche giorno fa nel reparto di Psichiatria del nosocomio livornese.

E’ stata una domenica di terrore.

Vittima dell’assistito esagitato la collega Vania Orazio, 60 anni, iscritta all’OPI di Livorno. L’Ordine ha espresso immediatamente la propria solidarietà all’Infermiera, che da anni lavora in una unità operativa assai complicata da gestire. Forse un errore della donna, forse un approccio sbagliato, forse la sottovalutazione della gravità della situazione hanno permesso all’uomo di afferrare la mano della professionista, di morderla e di recidere un dito. La situazione poteva precipitare ancor di più se la donna non avesse urlato a squarciagola per il dolore. Nel padiglione 10, dove è accaduto l’evento che ha fatto gridare al cannibalismo, sono accorsi subito colleghi, parenti e medici.

Il trascorso nel più vicino Pronto Soccorso (proprio di fronte dal Dipartimento psichiatrico) è stato immediato. Molto grave la ferita al dito, tant’è che si è dovuto trasferire la donna all’Ospedale “Careggi” di Firenze.

Basiti e sconvolti i colleghi che hanno assistito o che sono sopraggiunti dopo l’aggressione.

Vania Orazio è una professionista infermiera molto stimata nel reparto di psichiatria. Il 16 giugno era in turno di pomeriggio. Con una esperienza ventennale nel settore, sarebbe intervenuta dopo aver assistito alla precedenza aggressione nei confronti del medico di reparto. La donna raggiunta da AssoCareNews.it al momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni, anche perché sono in corso le indagini dei Carabinieri per ricostruire l’intera dinamica dei fatti.

La protesta dei sindacati.

Protestano i sindacati, per primi Cgil, Cisl, Uil, Nursing, Nursing Up e FIALS che spingono per garantire maggiore sicurezza agli operatori della salute, in Psichiatria con in tutti gli altri reparti della struttura ospedaliera, tra cui il Pronto Soccorso e il Servizio 118.

“L’episodio della grave lesione riportata da un infermiere della psichiatria (S.P.D.C. Livorno) a causa dell’aggressione di un ricoverato ripropone il tema della sicurezza degli operatori in tale realtà” – a dichiararlo la segreteria FIALS livornese.

“Nel corso degli anni ha rappresentato e denunciato in varie occasioni carenze relative al numero dei posti letto con ripetuti problemi di sovraffollamento; il numero è infatti pari a 16 per tutta la Provincia quando il parametro è di un posto letto ogni 10.000 abitanti. In tale ambito abbiamo evidenziato varie inadeguatezze strutturali sempre allo scopo di garantire la sicurezza degli operatori avendo in proposito risposte insufficienti e parziali. Le aggressioni ai lavoratori, il numero degli infortuni registratosi è giunto ad un livello elevato che rende inderogabile assumere decisioni importanti e risolutive. E’ inaccettabile che un lavoratore sia sottoposto quotidianamente a rischi che possono produrre effetti sulla propria incolumità fisica. Il necessario contemperamento tra l’esigenza di assicurare un servizio adeguato e di qualità per l’utente e la garanzia di sicurezza per gli operatori è il vero tema su cui misurarsi e che ormai è divenuto ineludibile. Abbiamo domandato e continueremo a chiedere una seria valutazione dei protocolli operativi in uso allo scopo di una esatta ripartizione di competenze tra gli operatori medici e quelli del comparto, dei comportamenti e delle procedure da adottare per la gestioni dei casi trattati. Ad oggi ciò che è avvenuto dimostra la assoluta inadeguatezza delle attuali modalità organizzative e strutturali che ribadiamo vedono esposti i lavoratori a situazioni di rischio spesso sommate a responsabilità di natura legale” – si legge in una nota del sindacato delle autonomie locali e della sanità.

“Manca poi in generale una sistematica valutazione di tutti i comportamenti aggressivi rivolti ai dipendenti del servizio sanitario anche quando, prima di sfociare in violenza fisica, si manifestano in minacce verbali e comportamenti intimidatori che concorrono a creare un clima di tensione in danno dei livelli di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni allo scopo di mettere in atto azioni di prevenzione e controllo finalizzati a permettere di lavorare in sicurezza” – concludono dalla FIALS, che ha scritto al Direttore del Presidio Ospedaliero di Livorno, al Capo del Dipartimento, al Responsabile della Unità Funzionale, chiedendo un urgente incontro.

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