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sabato, Ottobre 23, 2021
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Stabilizzare 66.000 precari. Medici, Infermieri, Professioni Sanitarie e Psicologi sottoscrivono la proposta.

Stabilizzare 66.000 precari della Sanità. Federazioni Medici, Infermieri, Professioni Sanitarie e Psicologi sottoscrivono la proposta.

Stabilizzare 66.000 precari assunti durante la pandemia Covid.

Filippo Anelli (Fnomceo), Barbara Mangiacavalli (Fnopi), Teresa Calandra (Fno Tsrm e Pstrp) e David Lazzari (Cnop) sottoscrivono la proposta della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere inviata a Governo, Parlamento e Regioni volta alla stabilizzazione dei circa 66mila professionisti sanitari assunti durante l’emergenza Covid e oggi precari.

La proposta inviata dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Capigruppo parlamentari e alla Conferenza delle Regioni, per consentire la stabilizzazione del personale che nell’ultimo anno e mezzo ha affrontato in corsia l’emergenza pandemica trova l’approvazione dei rappresentanti delle professioni sanitarie.

“Sottoscriviamo l’appello della Fiaso volto a stabilizzare i 66.029 professionisti sanitari assunti per sopperire all’emergenza Covid e attualmente in condizioni di precariato”, dichiara il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli.

“È vero, i 21.414 medici reclutati in questo periodo costituiscono il 21 per cento della forza esistente ad inizio pandemia – sottolinea Anelli -. Assumerli in pianta stabile significherebbe riconoscere il loro impegno e, insieme, dare una boccata di ossigeno al nostro Servizio sanitario nazionale, devitalizzato da anni di tagli e di blocco del turnover. Permetterebbe inoltre di non disperdere l’esperienza acquisita durante la pandemia e la formazione impartita durante questo anno e mezzo”.

“Non dobbiamo tuttavia dimenticare che, tra i medici assunti con contratti di vario tipo in occasione dell’emergenza Covid ci sono specialisti, specializzandi ma anche medici appena laureati e abilitati – precisa Anelli -. A nessun medico deve essere preclusa la possibilità di completare il percorso formativo. Occorre quindi pensare a un provvedimento che preveda, accanto all’assunzione dei medici neolaureati, la possibilità di iscriverli, anche in sovrannumero, alle scuole di specializzazione. Per gli specializzandi, il processo dovrebbe passare attraverso una modifica del DL Calabria, in modo tale da impiegare i professionisti stabilizzando i processi formativi”.

“Detto questo, non possiamo che ringraziare i nostri giovani colleghi che si sono messi al servizio del paese durante la pandemia, rispondendo in maniera affermativa e convinta al richiamo di cui all’articolo 9 del Codice Deontologico – continua Anelli -. Ed è giusto e doveroso che la nostra riconoscenza, la riconoscenza di tutti i cittadini, della Repubblica si traduca in un gesto concreto, e vantaggioso per il buon funzionamento del Servizio Sanitario nazionale”.

“L’augurio è infine che questo gesto segni l’iniziodi una nuova stagione, che dia finalmente onore al merito e all’impegno che i medici, tutti i medici, hanno profuso, senza risparmiarsi, negli ospedali, sul territorio, negli ambulatori, nelle sedi di continuità assistenziale, al domicilio dei pazienti, nelle RSA, nel 118 e in tutti i luoghi dove si esercita la Professione – prosegue il Presidente della Fnomceo -. È grazie a loro, grazie ai nostri medici, ai nostri professionisti sanitari se il Servizio sanitario nazionale ha retto a decenni di definanziamenti, di depauperamento delle risorse umane ed economiche. È grazie a loro se ha resistito all’onda d’urto, per molti versi inaspettata, della pandemia. A maggio scorso avevamo lanciato come Fnomceo la “questione medica”, ossia la richiesta al Governo di individuare risorse destinate esclusivamente ai medici, ai professionisti per far ripartire la stagione dei contratti. Ora è il momento di rilanciare la professione, sostenere le competenze, premiare le capacità”.

Anche la Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (Fnopi) è in piena sintonia con la proposta della Fiaso: “Gli infermieri chiamati in servizio in prima linea contro la pandemia e per dare supporto anche ai malati non Covid – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi – sono decine di migliaia e ha ragione Fiaso quando sottolinea la necessità di assumere chi è stato reclutato come precario e ora rischia di non poter più lavorare con il Ssn, pur avendo dimostrato su campo la sua essenzialità nell’assistenza, anche a rischio della propria salute: gli infermieri sono i più colpiti da Covid con quasi 118mila contagi da inizio pandemia e decine e decine di decessi”.

“Nella lettera di Fiaso alla presidenza del Consiglio dei ministri, ai ministri, ai presidenti di Camera e Senato, ai capigruppo parlamentari e alla Conferenza delle Regioni, per consentire la stabilizzazione del personale che nell’ultimo anno e mezzo ha affrontato in corsia l’emergenza pandemica, si indica che oltre agli altri professionisti tra i precari ci sono quasi 35mila infermieri (come specifica Fiaso il 12,5% della forza lavoro presente a inizio pandemia, circa 270mila infermieri). Un numero elevatissimo – commenta – se solo si pensa che fino al 2019 ce ne erano già circa 15mila, il 33% di tutti quelli censiti dalla Ragioneria generale dello Stato e il più alto numero in assoluto nel Pubblico Impiego”, aggiunge Mangiacavalli.

“Eppure la carenza di infermieri si è fatta e si fa sentire – prosegue la Presidente Fnopi – e le stesse Regioni cercano i nostri professionisti per assistere non solo negli ospedali, ma soprattutto sul territorio, in quella domiciliarità e prossimità che sono le caratteristiche portanti per la sanità anche del PNRR e che dovrebbero essere il modello di assistenza di domani, oggi però quasi del tutto assenti. Domiciliarità e prossimità che sono caratteristiche proprie della professione infermieristica”.

“Daremo quindi – prosegue Mangiacavalli – tutto il nostro supporto all’iniziativa di Fiaso e siamo convinti che non solo le aziende sanitarie e le Regioni vogliono più infermieri e in forma stabile, ma gli stessi cittadini che dei nostri professionisti hanno bisogno e li richiedono di continuo h24, non solo per la pandemia, ma anche per tutte le altre loro innumerevoli esigenze di salute”.

Anche Teresa Calandra, Presidente della FNO TSRM e PSTRP commenta: “Condividiamo la proposta FIASO a favore della stabilizzazione degli oltre 66.000 professionisti sanitari, assunti con contratti a tempo determinato per fronteggiare l’emergenza covid, che temono oggi di ritrovarsi disoccupati, dopo aver dimostrato tutta la loro professionalità anche mettendo a rischio la propria vita. I licenziamenti, oltre a costituire un’ingiustizia, andrebbero a destabilizzare l’intero sistema, considerata la cronica carenza di personale sanitario. Ma non si tratta solo di una mera considerazione numerica. Durante il periodo emergenziale, la straordinarietà e la drammaticità degli eventi pandemici ha contribuito ad accrescere la professionalità dei professionisti sanitari, da salvaguardare per il bene del sistema salute. L’iniziativa è da portare avanti in modo coeso per doveroso rispetto nei confronti di coloro a cui il Paese ha chiesto aiuto nel momento di maggior bisogno e ai quali lo stesso ora deve concreta riconoscenza”.

Infine David Lazzari, Presidente del Cnop: “Concordiamo con la proposta Fiaso, e di quelle analoghe espresse da più parlamentari ed assessori regionali a favore della stabilizzazione degli psicologi e degli altri professionisti ed operatori sanitari e sociosanitari reclutati con contratto a tempo determinato o altre forma di lavoro flessibile per fronteggiare l’attuale pandemia e che rischiano la disoccupazione dopo aver rischiato la loro vita per proteggere la vita altrui e avendo dimostrato la loro capacità professionale di cui il Ssn ha quanto mai bisogno ora e domani”, conclude Lazzari.

Lorenzo Proia – Quotidiano Sanità

Comitato di Redazione
Servizio Redazionale.
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