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martedì, Ottobre 26, 2021
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Quel delirio di stanza. Ecco la room alternativa agli psicofarmaci per Pazienti agitati.

La delirium room in geriatria si conferma concreta alternativa agli psicofarmaci per sedare gli anziani “agitati”.

La vecchia soluzione: sedativi. Un modo per placare l’anziano “agitato” in una fase definita di delirio nella quale può essere capace anche di aggredire il parente o il sanitario che ha cura di lui. In crisi per la sua malattia o perché spaventato e angosciato da un ricovero o da un’altra situazione di stress.

La soluzione della geriatria dell’ospedale San Donato: una stanza con un solo letto, il suo. Una poltrona nella quale può riposarsi ma anche dormire: gli esperti la chiamano “culla care”. Poi un televisore, un armadio, un forno a microonde, un apparecchio multisensoriale che diffonde musica e colori. Una stanza per lui ma anche per il familiare che, giorno e notte, può starci insieme. Un doppio bagno: per il paziente e per il familiare.

Nella geriatria del San Donato di Arezzo si apre una porta e si ha l’impressione di entrare non in una stanza d’ospedale ma in una camera d’albergo.

La chiamano Delirium Room ed è stata completata grazie al contributo del Calcit, del Collegio dei Geometri di Arezzo e di alcuni privati cittadini.

“L’abbiamo aperta nel 2019 ed è stata la seconda in Italia dopo Bologna – ricorda Mario Felici, Direttore di Geriatria della Asl Toscana Sud Est. L’idea è quella di sostituire i farmaci tradizionali che si limitano a sedare il paziente con un’alternativa rappresentata da una stanza protesica ovvero familiare ed accogliente che aiuta il paziente. La diversità non è solo nell’arredamento o nella possibilità di convivere con un parente o con una persona che ha cura di lui. Sono proprio diversi i ritmi di vita. Nel normale reparto ci sono tempi e regole: quando si mangia, quando ci si alza o quando non ci si alza, … In questa stanza, nei limiti dettati ovviamente dalle condizioni del paziente, si mangia quando si ha fame, si può lasciare letto e sedersi in poltrona. E se ci si addormenta, l’infermiere sposta una leva e la poltrona si trasforma in letto senza essere svegliati e costretti a spostarsi di nuovo. Il familiare può usare il microonde e quindi cuocere o riscaldare un piatto che al paziente piace in modo particolare. La strumentazione multisensoriale viene infine utilizzata per ridurre gli stati d’ansia secondo l’approccio ‘snoezelen’”.

La degenza media in questa stanza è di una settimana. “E vorrei sottolineare che da qui il paziente non va o non torna in reparto ma rientra a casa sua – sottolinea Felici. Indice che questo “strumento” funziona e incide su un problema che non deve essere assolutamente sottovalutato e liquidato, semplicemente, con la classica definizione dell’anziano fuori di testa”.

Delirio e demenza in ospedale comportano un aumento della mortalità del 30-40% nell’arco di 90 giorni; un aumento dei tempi di degenza; un peggioramento del quadro cognitivo nell’arco di 3-6 mesi; un aumento di 5 volte del rischio di complicanze nosocomiali e dei rischio di istituzionalizzazione pari al 30-40%; un aumento del rischio di ri-ospedalizzazione entro 30 giorni; effetti negativi su operatori e familiari. Inoltre, studi documentano un’incidenza di delirium pari al 28,5% nei ricoverati in neurologia, al 24,7% in geriatria, al 21,2% in medicina, al 20,6% in ortopedia e al 14% in riabilitazione.

La Delirium Room della Geriatria dell’Ospedale di Arezzo rappresenta di fatto un modello di cura d’eccellenza per gli anziani “agitati”.

Redazione AssoCareNews.it
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