Doctor with stethoscope and money bag
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Operatrice Socio Sanitaria inferocita dopo aver visionato la sue busta paga: lettera aperta contro il nostro sistema di tassazione.

Tredicesima: “E’ mai possibile lavorare per pagare le tasse?” inizia così una lunga telefonata tra Antonia Maglio, OSS, e la nostra redazione. Al centro della chiamata vi è la pesante tassazione che ogni anno taglia consistentemente la tredicesima (e lo stipendio annesso).

Il caso è trasversale a tutti i dipendenti in sanità e negli altri settori produttivi e la collega racconta perfettamente il sentimento di molti.

Sostiene infatti che “E’ assolutamente una vergogna leggere una busta paga del genere. La colpa è di chi ci comanda da Roma, sono loro che decidono le tasse. Ma si può vedere tassare oltremisura il lordo a questo modo? Io lavoro come OSS da vent’anni in ASST e mi trovo tra stipendio e tredicesima 2400 euro. Non ci sputo sopra ma ci devo pagare affitto, spese quotidiane e quelle spese che una si lascia a fine anno. Cosa pensano che lavoriamo per la gloria? Poi ci sono i regali di natale, la spesa per i pranzi e cene di festa, qualche addobbo natalizio. Con cosa dovrei pagare, con il sorriso?”

Negli ultimi giorni, come tutti gli anni, in effetti la riscossione dello stipendio anticipata ha lasciato dell’amaro in bocca ai lavoratori italiani.

La tredicesima nasce negli anni ’30 come “gratifica natalizia” (nome alternativo ufficiale, adesso in disuso) e intendeva sostenere le famiglie ed il commercio, proponendo liquidità maggiori che incentivassero una spesa maggiore sotto le festività natalizie.

Un metodo lento ma efficace di sostenere lo sviluppo, reimmettendo soldi nel sistema per creare quindi del valore economico.

Con questa tassazione eccessiva, in effetti, si perde molto del lordo da cui si estrapola lo stipendio netto con conseguente perdita di molti soldi a disposizione dei lavoratori.