Oss, Infermieri, Professionisti Sanitari: migliaia di lavori fuorilegge

Quanti datori di lavoro se ne approfittano!
Quanti datori di lavoro se ne approfittano!

Lavoro impossibile e illegale

Operatori Socio Sanitari, Infermieri e Professionisti Sanitari soggetti troppo spesso a situazioni fuorilegge: datori di lavoro furbi, necessità di lavorare e contingenze situazionali portano i colleghi ad accettare l’inaccettabile!

Lavorare seguendo i comandi o non lavorare: è questa la situazione di moltissimi infermieri ed oss italiani, dal nord al sud. Una realtà ben nota a molti ma di cui non si parla mai abbastanza. Dopo il clamore suscitato dal caso della collega richiamata in servizio durante il congedo per lutto AssoCareNews.it ha ricevuto e raccolto decine di testimonianze e quesiti sulla regolarità di comportamenti, decisioni e imposizioni subìti sul luogo di lavoro.

Questa raccolta vuol essere un’inchiesta di cosa avviene tra le luci ed ombre di un mercato del lavoro molto più inquinato di quanto alcuni vorrebbero descriverlo.

20 notti al mese

Maria Elena lavora presso una Residenza per Anziani. E’ stata assunta a novembre 2018 dopo aver risposto ad un annuncio di lavoro dove si cercava un notturnista. Ed effettivamente al colloquio tutto era stato piuttosto chiaro: dalle 15 alle 20 notti al mese, orario 21-06.30. Senza turni diurni, 35 assistiti per 3 giri letto. Ovviamente, afferma, fino ad oggi soltanto un mese è stata impiegata 15 notti, il primo, mentre tutti i seguenti sono stati di 19 o 20 turni. Anche febbraio.

Due mani di vernice

Paolo dal Veneto (TSRM) ci racconta come gli oss del poliambulatorio dove lavora siano stati invogliati a dipingere la nuova sala raggi con uno sconto sul debito di ore lavorative. 8 ore di lavoro hanno permesso l’estinzione di 16 ore di debito ore. Una specie di indulgenza? Era stato chiesto anche a lui, trovando però un rifiuto. 

Cateterismo vescicale all’impiegato amministrativo

Filippo ci racconta invece (con tanto di lunga raccolta di testimoni dal suo reparto) che per accordi presi non si sa da chi e non si sa quando, una volta al mese un infermiere deve cambiare il catetere vescicale all’impiegato amministrativo. Purtroppo questa persona è paraplegica e portatrice di catetere a permanenza. In passato sono successi anche episodi di necessità di svuotamento della sacca. Una situazione gestita con il “si è sempre fatto così” da parte dei coordinatori della struttura.

“Infermiera, corra in farmacia!”

Laura, infermiera toscana, ci racconta della volta che ha dovuto lasciare il posto di lavoro per andare a comprare in farmacia un antibiotico non disponibile nella struttura dove stava lavorando. Non era la prima volta che succedeva e dopo di lei si è ripetuto anche a scapito di una collega, inviata a prendere dei fleet da eseguire urgentemente.

Permesso di uscita con trasporto

Franco, oss, è stato costretto dal coordinatore di struttura (peraltro educatore) ad accompagnare l’ospite al proprio domicilio per pranzare assieme alla famiglia. L’operatore è smontato dal turno della mattina mezz’ora prima e con la propria macchina ha portato l’anziano ospite dai suoi cari.

 

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