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Italiani sempre più anziani. Il sistema socio-sanitario è pronto?

Italiani sempre più anziani. Il sistema socio-sanitario è pronto?

Italiani: un popolo sempre più anziano. Il sistema socio-sanitario è pronto? Servono investimenti sul personale e sulle tecnologie.

Gli ultimi dati sugli andamenti demografici lasciano poco spazio all’immaginazione: la componente “anziana” della popolazione italiana è in aumento vertiginoso. Parliamo di over 65 ma ci estendiamo anche tra gli ultracentenari, non in numero così sottile come si potrebbe credere.

Lasciando spazio ai numeri, la popolazione italiana è tra le più importanti per componente anziana. 165 persone anziane ogni 100 giovani con meno di 15 anni. E mentre il rapporto tra anziani e giovani si squilibra sempre più, in valori assoluti l’emergenza appare evidente.

A inizio 2019 nel bel paese si contato 2,2 milioni di persone con 85 o più anni.

Quasi 15mila sono le donne e uomini con oltre 100 anni di età mentre l’aspettativa di vita ha raggiunto gli 80 anni per gli uomini e gli 85 per le donne. Di fronte a numeri così contingenti e in continua crescita, è necessario analizzare il fenomeno anche dal punto di vista assistenziale: l’aumento dell’età e delle tecniche di supporto vitale stanno facendo a sua volta lievitare tutti gli indici di disabilità tra la popolazione.

Questo, riassumendo i numeri in un quadro sul fenomeno, vuol dire che ogni anno aumentano i grandi anziani. Aumentano le disabilità e le inabilità. Aumentano le esigenze assistenziali e residenziali.

Aumenti che necessitano di una revisione del sistema socio-sanitario. Gli ultimi report raccontano infatti di una strutturazione che già ad oggi non riesce a provvedere sufficientemente alle grandissime sfide che questa situazione comporta.

Gli insufficienti posti letto a disposizione (si parla di 45mila ma le stime variano anche di molto a seconda del report di riferimento) sono la difficoltà maggiore sotto il profilo quantitativo ma il vero problema appare quello qualitativo.

In tutta Italia sono moltissime le strutture che soffrono dell’aumento della complessità assistenziale, ma non è solo questo.

L’evoluzione moderna non sempre positiva delle dinamiche utenza-struttura e parentela-struttura si intreccia con le difficoltà ad acquisire personale numericamente sufficiente e le difficoltà nel garantire livelli di assistenza adeguati.

Quest’ultima alchimia risulta veramente critica per i sistemi di gestione che sempre più si trovano a esporre al rischio clinico il paziente e a conseguenze legali sé stessi.

Ma è proprio da queste difficoltà che può rinascere l’intero sistema: i numeri mastodontici, per quanto critici, devono essere colti come opportunità. In particolare, pongono le strutture in condizione di poter pretendere un aggiornamento dei criteri di accreditamento e della compartecipazione del pubblico nel sostegno delle ingenti spese di cui il privato si fa carico.

In seconda battuta, questa enorme mole del giro d’affari derivante permetterà il rilancio in termini di organizzazione delle risorse e investimenti nel campo tecnologico assistenziale.

A loro volta, però, anche due aspetti fondamentali per non soccombere e collassare.

Prima che sia troppo tardi.

Dott. Marco Tapinassi

Vice-Direttore. Infermiere in Psichiatria, webwriter, attentatore di biscotti ma anche coautore di libri sui concorsi pubblici. Immagina l'informazione come un fattore di crescita. Non perde nemmeno un tè con il suo Bianconiglio.

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