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Infermieri e Professionisti Sanitari del Servizio Sanitario dell’Emilia Romagna beneficeranno di 5 milioni di euro per formazione universitaria. E nelle altre Regioni?

Infermieri, Fisioterapisti, TSRM e Professionisti Sanitari tutti, potranno beneficiare di un fondo di 5 milioni di euro per contribuire con le proprie conoscenze ed esperienze professionali alla formazione universitaria.

Questi fondi sono stati stanziati direttamente dal budget del Sistema Sanitario Regionale Emilia Romagna grazie alla delibera 2317 del 22/11/2019.

In particolare questo atto normativo punta a valorizzare le “competenze assistenziali, organizzative e gestionali degli operatori delle professioni sanitarie” al fine di qualificare “l’apporto reso in tale ambito (la formazione universitaria di I livello, ndr) da parte del personale del comparto delle aziende sanitarie“.

In pratica un vero e proprio investimento, in due direzioni.

Da un lato c’è il beneficio diretto per il sistema formativo universitario e per il Sistema Sanitario Regionale, i quali beneficeranno di studenti, prima, e professionisti, poi, che avranno ricevuto una formazione di primo livello implementata da un’ulteriore apporto didattico specializzato.

Dall’altro lato vi è una valorizzazione dei professionisti coinvolti che saranno incentivati alla partecipazione attiva ai processi formativi grazie anche ad un’equa (per non dire sacrosanta) corrispondenza economica. Una manovra che deve essere letta anche dal punto di vista di politica gestionale delle risorse umane. E’ infatti evidente come questo intervento abbia effetti di empowerment delle competenze e dei profili dei singoli professionisti, oltre che di contrasto del burnout.

E proprio questi effetti sui lavoratori avevano spinto le OO.SS. CGIL, CISL e UIL a sottoscrivere un accordo nel 2017 per avviare la sperimentazione di questa politica di implementazione. Sperimentazione risultata talmente positiva da permettere ai sindacati firmatari il contratto di richiedere lo sblocco, da questo 2020, di questi 5 milioni di euro appena deliberati.

Se in Emilia Romagna questa possibilità è divenuta opportunamente una realtà, cosa si aspetta a esportarla in altre Regioni?

Sebbene i Corsi di Laurea riescano tutt’oggi a formare nuovi professionisti nonostante le ridotte risorse messe loro a disposizione (che con i fichi secchi si fanno matrimonio, luna di miele e pure l’anniversario!), il collocamento di finanze da parte dei SSR non può far altro che valorizzare ulteriormente questo grandissimo e complicato lavoro.

Lo stanziamento di questo tipo di fondi è una chiara azione atta a migliorare la qualità dell’offerta formativa dei professionisti che formeranno i Sistemi Sanitari del prossimo futuro.

Impossibile non capire come esso rappresenti un chiaro investimento per il futuro della salute dei cittadini.

L’Emilia Romagna l’ha già compreso. Restiamo in attesa delle altre Regioni.