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Una dozzina di persone di etnia ROM hanno occupato la sala d’attesa dell’ospedale di Bergamo minacciando infermieri e medici per ottenere benefici e coperte!

Da inizio settembre un nutrito gruppo di persone rom hanno tenuto sotto scacco il reparto di oncologia dell’ospedale di Bergamo.

Arrivati in ospedale per stare accanto al parente malato, di fatto non se ne sono mai andati: hanno allegramente bivaccato per settimane nella sala d’aspetto tra il reparto di oncologia e quello di nefrologia, utilizzando a proprio piacimenti gli spazi pubblici.

Il personale è stato più volte minacciato e costretto a servire lenzuola, coperte e cuscini per permettere il bivacco notturno. Nonostante le molte segnalazioni, nessuno è intervenuto a ripristino dell’ordine.

IlGiornale.it riporta anche uno stralcio della mail con cui la coordinatrice infermieristica chiede stenuamente l’intervento della direzione:

Sino all’una di notte vi è stato un via vai di trenta-quaranta persone in visita al paziente, recando estremo disturbo ai degenti ricoverati nelle altre stanze“.

Secondo quanto riportato sempre dallo stesso giornale, non sono mancate le intimidazioni. Durante il periodo sono stati temporaneamente sollevati dal turno notturno 3 medici perchè responsabili, secondo i ROM, del ritardo di inizio cure.

Un altro è stato portato a braccetto mentre gli veniva mostrato come essendo i rom in molti, avrebbero potuto creare forti disagi al servizio, concludendo che “tanto a noi la polizia non fa paura“.

AssoCareNews.it ha raccolto in esclusiva la testimonianza di un dipendente in forze al servizio di nefrologia, testimone a sua volta:

E’ stato un reale problema di cui qualcuno si sarebbe dovuto occupare prima. Le segnalazioni sono state molte e la sorveglianza diceva di avere le mani legate. I parenti degli altri degenti erano piuttosto a disagio, abbiamo visto e sentito che gli è stata chiesta l’elemosina nell’attesa dell’apertura delle porte per le visite. Ogni giorno si lavavano in trenta in quel bagno e facevano delle pozze che arrivavano fuori dalla porta. Una sera mentre uscivo dal turno abbiamo avuto la sensazione che si stessero accoppiando, dai rumori che ne uscivano.