Un operatore sanitario dell'ospedale Galliera, dove ?? stato riscontrato il secondo caso di meningite su un uomo di 67 anni che ?? ricoverato in isolamento nel reparto malattie infettive, a Genova, 02 gennaio 2017. ANSA / LUCA ZENNARO
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L’Istituto Superiore di Sanità non vuole sentir parlare di epidemia, ma oramai si è al quinto caso di meningite di origine batterica. Questa volta ad essere colpito un 16enne.

Quinto caso di sepsi da meningococco nella Bergamasca nel giro di un mese. Ieri un ragazzo di 16 anni, di Castelli Calepio, è stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in gravi condizioni, con febbre alta e problemi respiratori, ma le sue condizioni sarebbero ora in via di miglioramento. Il giovane è stato immediatamente sottoposto agli accertamenti del caso, compreso il prelievo del liquor, e gli esami di laboratorio hanno poi confermato quello che era già un sospetto dei medici: è stato colpito da meningococco, il batterio che, quando raggiunge il cervello, può dare origine alla meningite.

Il sedicenne si trova ricoverato in Terapia intensiva, intubato. Proprio a Castelli Calepio lavorava Marzia Colosio, la donna di 48 anni, di Predore, morta agli Spedali Civili di Brescia per la stessa causa. Già il 3 dicembre era morta, sempre per sepsi da meningococco, la diciannovenne Veronica Cadei, di Villongo, mentre una studentessa di 16 anni e un uomo di 36, tutti e due pure di Villongo, erano finiti in ospedale per lo stesso motivo, ma ora sono fuori pericolo. La zona è sempre la stessa: l’area del Basso Sebino bergamasco, dove Ats e Regione hanno attivato già da giorni una vaccinazione a tappeto.

Meningite: Rezza (Iss), “no a panico, basso rischio epidemia”.

“Non c’è motivo di panico o allarme generalizzato, ma è giusto mantenere alta l’attenzione: se si interviene come si sta facendo, mettendo in atto una vaccinazione di massa, il focolaio si può infatti circoscrivere”. A spiegarlo, dopo il quinto caso di sepsi da meningococco nella Bergamasca nel giro di un mese, è il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza, sottolineando che “il rischio di un’epidemia su larga scala è molto basso, perchè si sta intervenendo in modo rapido e massivo”. Anche se “non si può escludere – avverte – il verificarsi di altri casi finchè le vaccinazioni in atto non daranno i loro effetti, il che richiede circa due settimane di tempo”.

In coda dalla notte per vaccino nel Sebino.

Notevoli disagi per i cittadini che, sia ieri che oggi, si sono presentati agli ambulatori di Sarnico (Bergamo) per vaccinarsi contro il meningococco di tipo C, che ha già causato 5 casi di sepsi nel Basso Sebino bergamasco, di cui due con esito mortale. Lunghe code già nel cuore della notte. Ieri il vaccino era stato somministrato a 350 persone, residenti in tutto l’ambito del Sebino bergamasco (Comuni di Adrara San Martino, Adrara San Rocco, Credaro, Foresto Sparso, Gandosso, Parzanica, Predore, Sarnico, Tavernola, Viadanica, Vigolo e Villongo). Oggi l’ambulatorio resterà aperto fino alle 16. Domani riaprirà dalle 9 alle 16.

Gallera: “vaccineremo ragazzi in sedi scuole”.

“Da metà settimana andremo nelle scuole superiori e vaccineremo i ragazzi: nelle scuole della zona e dove sono presenti i giovani residenti del Basso Sebino”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore regionale lombardo alla Salute Giulio Gallera. Le scuole, quindi, “non chiuderanno assolutamente”, ha dichiarato l’assessore.

Fonte: Ansa.it