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Mary, una Operatrice Socio Sanitaria, si è licenziata: “ho subito minacce dalla Direttrice, non voleva darmi le ferie estive”.

Mary (nome di fantasia) ha 38 anni e da tempo lavorava in una Casa Protetta per Anziani inabili come Operatrice Socio Sanitaria. Da qualche giorno è disoccupata per scelta e per protesta. Ha mandato a quel paese la sua Direttrice di struttura e ha deciso di andare in ferie con il compagno. Nella sua azienda il Covid-19 ha mietuto 2 vittime e diversi contagiati.

“Da fine febbraio a qualche giorno fa ho lavorato sodo, come un mulo, ho fatto sempre il mio dovere, ho rispettato il lavoro degli altri, ma quando sono stata posta davanti ad una scelta ho deciso di lasciare e di non sottostare ai ricatti – ci spiega la nostra interlocutrice – dalla Direzione mi hanno proposto il rinnovo del contratto, che scadeva a fine giugno, ma dovevo rinunciare alle ferie estive. Alla fine ho deciso di andar via, di godermi le mie vacanze, per giunta già pagate e prenotate da mesi”.

La Direttrice della Casa Protetta, a quanto pare, non ha usato mezzi termini: “o accetti o torni a casa”. E lei ha preferito tornare a casa.

“Le ferie estive sono un diritto costituzionale, non possono negarcele, soprattutto con il ricatto – conclude Mary – dopo tre mesi di duro lavoro dovuto al Coronavirus credo che un po’ di vacanze me le meritavo, così come i miei colleghi. Per la Direzione no, dovevamo andare in ferie a settembre o ottobre. Quando mi ha dato la possibilità di scegliere mi sono sentita libera di farlo. Torno a casa, le ho detto, e lei ci è rimasta di stucco, abituata com’è ad avere tutto sotto controllo e tutti ai suoi piedi. Qui in Sicilia si sta da Dio, ho sempre voluto una vacanza così spensierata”.

A Mary non possiamo che augurare buona fortuna e un grande in bocca al lupo per la ricerca di un altro lavoro da OSS.