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Una Operatrice Socio Sanitaria è stata licenziata perché si spacciava per Infermiera. Gestiva terapia farmacologica, eseguiva clisteri e medicazioni, gestiva PEG e SNG.

Una OSS di 35 anni è stata licenziata nel Ravennate per essersi spacciata per Infermiera e aver creato disagi ad alcuni Pazienti, che l’hanno denunciata in Direzione. Il fatto è accaduto in una nota RSA privata della Romagna.

La donna, omonima di una vera Infermiera, pur di lavorare e approfittando del caos legato alla Pandemia da Coronavirus e alla mancanza di personale infermieristico, si era fatta assumere come professionista sanitaria, senza però mai presentare l’iscrizione ad alcun Ordine delle Professioni Infermieristiche. Una mancanza che a distanza di 15 giorni è stata notata dalla solerte segretaria amministrativa dell’azienda, che ha spulciato meglio il suo curriculum professionale e verificato sull’Albo nazionale degli Infermieri la sua effettiva iscrizione.

Dopo semplici passi la segretaria si è subito accorta che qualcosa non combaciava, soprattutto la data di nascita dell’Operatrice Socio Sanitaria che era differente da quella dell’Infermiera, una collega effettivamente in attività presso l’AUSL Romagna.

Oltre che l’omonimia alla segretaria non è sfuggito il grado di parentela tra le due, che risultano cugine di primo grado. Anche fisicamente sembrano due gocce d’acqua, ma di fatto sono persone differenti.

La verifica è nata dalla richiesta di alcuni Pazienti, che qualche giorno prima avevano avuto degli screzi con l’interessata dopo una medicazione e un clistere, per giunta eseguiti in maniera approssimativa e pericolosa.

Con il sistema delle auto-certificazioni l’Operatrice aveva ingannato tutti. Si sa, però, le bugie hanno le gambe corte e la donna è stata scoperta nel giro di un paio di settimane.

L’OSS aveva talmente falsificato il suo curriculum, che sembrava effettivamente reale. Peccato che poi da una verifica avviata anche presso l’Università e presso l’Ateneo “on line” organizzatore dei “suoi” paventati Master in Wound Care, Infermieristica Forense e Coordinamento delle Professioni Sanitarie si è scoperto che la stessa non risultava tra gli elenchi dei discenti passati, presenti e futuri.

La donna si è beccata una apposita denuncia alle autorità competenti e ora dovrà rispondere di abuso di Professione Infermieristica.

Nel frattempo, però, si era occupata di preparare e somministrare terapie farmacologiche, eseguire clisteri e medicazioni, gestire PEG e Sondini Naso Gastrici.

Ovviamente nei guai finirà anche chi l’ha assunta: possibile che nessuno abbia verificato i requisiti della finta Infermiera prima di porla in servizio?

Senza parole.

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