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Francesco Cappucci, Operatore Socio Sanitario, scrive al Premier Giuseppe Conte: “noi sfruttati contro il Coronavirus e ora rispediti a casa senza rinnovo contrattuale, solo Lei ci può aiutare”.

Francesco Cappucci è un OSS pugliese assunto agli Ospedali Riuniti di Foggia all’inizio dell’emergenza Coronavirus (correva il mese di marzo 2020). Oggi rischia di non vedersi rinnovare il contratto di lavoro assieme ad altri 155 colleghi chiamati in servizio prima attraverso una Agenzia di lavoro interinale, poi con un contratto di lavoro che fa acqua da tutte le parti.

Purtroppo la Pandemia da Covid-19 continua a creare difficoltà tra gli Operatori della sanità, sopratutto tra chi da precario spera di vedersi rinnovato il contratto fino alla fine dell’emergenza, che probabilmente proseguirà fino al 2021. Francesco è uno di questi, uno a cui piace lottare, uno di coloro che hanno conseguito l’attestato da OSS perché crede in quello che fa e ora lotta per garantirsi uno stipendio. Lo fa per la sua famiglia, lo fa per la sua dignità di operatore, lo fa anche per la sua esperienza (unica nel suo genere) acquisita ai Riuniti durante tutta la Pandemia (Fase 1, Fase 2 e ora Fase 3).

Il problema reale è che a fine mese potrebbe essere lasciato a casa. L’Azienda sanitaria e il direttore Vitangelo Dattoli si sono messi a disposizione di questi 156 OSS, ma è chiaro che le Leggi in essere creano serie difficoltà, soprattutto perché sono partite le assunzioni dal mega-Concorso per Operatori Socio Sanitari e Riuniti, come l’ASL di Foggia, devono per forza pescare da quella graduatoria.

Ci potrebbe essere la possibilità di ricollocare tutti in case di riposo private, ma anche questa ipotesi è difficile da realizzare, in quanto in periodo elettorale (si vota in Puglia per le elezioni regionali del 20-21 settembre 2020) i posti disponibili sono già stati impegnati o promessi (e non aggiungiamo altro).

Alloa? Resta una sola possibilità: “Giuseppe Conte, che ci ha già ricevuti a Roma e che ha ricevuto una mia missiva, ha le possibilità di trovare una seria soluzione per questo caso e per casi simili; sì perché nella nostra situazione si trovano tantissimi altri colleghi assunti per l’emergenza Covid e in fase di scadenza contrattuale – ci spiega Francesco Cappucci (nella foto in alto in maglia rossa alla destra di Conte – non chiediamo la luna, chiediamo un lavoro, vogliamo dare uno stipendio alle nostre famiglie, vogliamo mettere a disposizione della collettività tutta la nostra esperienza maturata a Foggia durante le fasi più delicate della crisi pandemica, che non è terminata e che, anzi, rischia una recrudescenza inimmaginabile; vediamo i nuovi OSS, quelli del Concorsone, arrivare in reparto impauriti, sono impacciati, non sanno da dove partire, non sanno cosa fare e ci dispiace anche per loro; ecco perché faccio appello al direttore Dattoli perché trovi una soluzione che stia bene a tutti e che ci permetta di arrivare in servizio fino al prossimo avviso pubblico, a cui intendiamo partecipare; non siamo arrabbiati con chi deve essere assunto dal Concorso, anzi loro hanno tutti i diritti di chiedere e di avere, ma chiediamo un piccolo spazio anche per noi, che siamo stati meno fortunati di loro”.

Va precisato che dei 156 circa una sessantina sono risultati vincitori di concorso e che stanno attendendo la chiamata dalla graduatoria, oltre 90 non sono riusciti a partecipare alla selezione o non l’hanno superata.

Cappucci, in ultima analisi, è cittadino di San Giovanni Rotondo (FG), la cittadina garganica che ospita i genitori di Giuseppe Conte. Proprio nella città di San Pio Francesco ha consegnato alla scorta del Premier una missiva scritta a mano, che qui riproponiamo, a cui però il primo ministro non ha dato ancora una risposta.

Cosa accadrà a fine mese? Sarà rinnovato il contratto ai 156 OSS? Ne sapremo di più nei prossimi giorni, intanto con ci resta che inviare un grande in bocca a lupo a tutti loro.

La battaglia degli OSS foggiani iniziata tempo fa: