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Coronavirus. La chiameremo Antonella. E’ una Operatrice Socio Sanitaria ed è licenziata in tronco dopo aver chiesto mascherine al suo dirigente. Lavorava in RSA ed era la prima firmataria di un documento con cui si chiedevano DPI.

Una Operatrice Socio Sanitaria è stata licenziata in tronco dopo due giorni dalla consegna di una richiesta scritta di Dispositivi di Protezione Individuale e di mascherine chirurgiche adatte a difendersi dal COVID-19. Noi la chiameremo Antonella. La sua è la storia di tanti OSS che provano a ribellarsi contro chi amministra e amministra male le RSA per anziani, nel pubblico e nel privato. Lei è stata promotrice e prima firmataria di una richiesta condivisa da tutti i colleghi della struttura, ma è stata spedita dritta davanti alla commissione disciplinare e poi mandata via “per giusta causa”.

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E’ accaduto in Liguria, in una regione che sta affrontando l’Emergenza Coronavirus a macchia di leopardo, ignorando ciò che accade in queste strutture per anziani, per lo più gestite da tanti OSS e da qualche Infermiere.

“Poco fa ho raccontato questa storia ad un noto assessore regionale – ci spiega Angelo Minghetti, presidente della Federazione Migep – e mi ha chiesto di denunciare l’accaduto. Non siamo noi a doverlo denunciare, ma deve essere la Politica a controllare cosa accade nelle Case di Riposo, nelle RSA e in tutte quelle strutture di periferia dove vivono anziani con demenze o Alzheimer. Gli Operatori Socio Sanitari sono terrorizzati, sono precari, non sono presi in considerazione per quello che fanno e in più sono i professionisti socio-sanitari che sono a strettissimo contatto con i Pazienti e che si infettano prima di tutti gli altri in queste realtà. Per cui ora l’assessore regionale lo sa e può muoversi di conseguenza”.

Antonella ha trovato dubito dopo qualche giorno un nuovo lavoro in un’altra struttura, dove però l’hanno trattata meglio, fornendo a lei e ai suoi colleghi OSS tutte le protezioni del caso.

E’ una storia triste che ha avuto un buon fine, ma che la dice lunga su ciò che accade nelle strutture per anziani, di cui da poco si stanno occupando un po’ tutti i medi. Case spesso dell’orrore che non sono state presidiate quando lo si doveva fare e che oggi restituiscono infetti e morte.

“Non possiamo andare avanti così, OSS e tutti gli altri operatori devono lavorare in sicurezza” – conclude Minghetti.

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