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Emergenza Coronavirus. Una Operatrice Socio Sanitaria è stata licenziata in tronco per aver chiesto e per iscritto mascherine chirurgiche. Lavorava in una casa di riposo. Ecco i documenti.

Una Operatrice Socio Sanitaria, socia della cooperativa per cui lavorava, è stata licenziata in Liguria per aver preteso mascherine chirurgiche e Dispositivi di Protezione Individuale. La lettera di licenziamento, che qui appresso riportiamo, è stata consegnata all’interessata qualche giorno fa dopo che le si era dato un po’ di tempo per giustificarsi. 

Aveva ricevuto un richiamo disciplinare dopo aver inviato una missiva alla direzione della casa di riposo dove prestava la propria opera. Atterriti e spaventati anche i suoi colleghi, che avevano sottoscritto il documento e chiedevano il rispetto del D.lgs. 9 aprile 2008 n. 81.

La OSS è rimasta basita e non si immaginava una reazione così esagerata di fronte ad una legittima richiesta del personale, chiamato a fronteggiare il Covid-19 senza armi, né scudi.

Alla ragazza erano stati dati i 5 classici giorni per evitare il richiamo disciplinare e lei aveva risposto con garbo asserendo che aveva rispettato le norme e non aveva chiesto nulla di strano, né aveva offeso la reputazione di chicchessia o dell’azienda.

A nulla è servita la sua giustificazione, la dirigenza ha optato per il suo licenziamento e l’OSS ha dovuto nell’immediato consegnare  badge, divisa e chiavi in suo possesso.

Ecco i documenti, volutamente camuffati per proteggere la privacy dell’interessata e dell’azienda.

Senza parole.