OSS vuota il sacco davanti al giudice: tutto vero, le violenza verbali e fisiche c’erano davvero.

OSS arrestate a Rimini per violenza contro anziani in ospizio-lager.

? Leggi Una delle OSS ha parlato. Davanti al giudice ha presentato la sua versione dei fatti a difesa della propria posizione sulle violenza in una casa residenziale per anziani in Veneto.

È questa la novità maggiore dopo gli ultimi quattro interrogatori di garanzia, che si sono tenuti mercoledì 21 agosto, davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rovigo. Sono gli interrogatori, in tutto nove, tenutisi nei giorni, a seguito delle indagini relative alle accuse per maltrattamenti ad ospiti dell’Iras. Una Operatrice Socio Sanitaria ha vuotato il sacco, ora si attendono tutti gli altri.

Sono state ascoltate quattro persone. Si apprende che una delle Oss ha spiegato di aver detto solo delle parolacce, con riferimento agli episodi che le sono contestati.

Le altre tre persone sentite nei giorni scorsi dal giudice delle indagini preliminari, ovvero un’altra Oss, un inserviente addetto alle pulizie e un’addetta a letti e pulizie, invece, hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

Per tutte e quattro le persone interrogate le difese hanno fatto istanza di revoca della misura interdittiva. Istanza alla quale il giudice risponderà entro cinque giorni.

Si sono quindi conclusi gli interrogatori, dopo che martedì, le prime cinque OSS interrogate dal gip si erano avvalse della facoltà di non rispondere. Sempre martedì, una parte delle difese aveva presentato l’istanza di revoca della misura interdittiva. La scelta di non rispondere, per una parte delle difese, era stata giustificata dal fatto di non aver ancora esaminato filmati e intercettazioni ambientali.

La vicenda riguarda le nove persone, italiane, indagate per maltrattamenti in qualità di lavoratori nella struttura assistenziale Iras.

Dunque l’ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati, contestata a vario titolo, è quella per la quale si procede. A indagare, la squadra mobile della questura di Rovigo, guidata dal commissario capo Gianluca Gentiluomo.

Gli investigatori hanno lavorato, con intercettazioni ambientali, sull’operato di queste nove persone, in servizio, tra primavera ed estate, in un reparto dell’Iras, quello arancione, destinato appunto a persone non autosufficienti.

Tutti gli indagati sono stati destinatari di una misura, emessa dal giudice per le indagini preliminari, che ha lo scopo di impedire loro di venire a contatto con anziani e non autosufficienti.

Sono sette le destinatarie della misura interdittiva del divieto temporaneo di svolgere l’attività professionale di oss. Hanno ricevuto invece la misura interdittiva di divieto temporaneo di svolgere l’attività professionale all’interno di strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali un inserviente addetto alla pulizie e un’addetta a letti e pulizie.

Fonte: Rovigo in Diretta – AssoCareNews.it

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