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Paziente politrauma cade in ambulanza. Infermiere sospeso dopo denuncia. Lui: “la lettiga era malfunzionante”.

Paziente politrauma cade in ambulanza. Infermiere sospeso dopo denuncia. Lui: “la lettiga era malfunzionante”.

Un Infermiere di 34 anni è stato sospeso e denunciato per aver procurato colposamente la caduta di un paziente politrauma durante la fase di trasporto in ambulanza. Con lui richiamato autista-soccorritore.

E’ accaduto qualche settimana fa in provincia di Milano. Un Paziente politrauma, scampato ad un incidente in bici, cade dalla lettiga e subisce ulteriori danni. Al suo fianco c’era un Infermiere (dipendente privato di Croce in appalto). Il tutto è accaduto durante il trasporto in ambulanza al più vicino Pronto Soccorso. Il professionista 34enne, con esperienza pluriennale nell’ambito dell’emergenza-urgenza, è stato sospeso dopo la denuncia presentata dai parenti del malcapitato e dopo l’avvio di una indagine interna.

Ora rischia il licenziamento. Con lui richiamato anche l’Autista Soccorritore. Non era intervenuta l’auto-medica e il Medico del 118 perché impegnati in altro soccorso.

Il fattaccio.

A quanto pare la lettiga non era ben sistemata in ambulanza e si è staccata dopo che l’autista ha superato in velocità un dosso stradale. La barella, con il paziente messo in sicurezza, è piombata a terra lateralmente. L’Assistito ha battuto la testa contro lo schienale del sedile dove era posizionato l’Infermiere, provocandosi una lesione lacero-contusa e un ematoma intracranico verificato poi successivamente.

Già in passato sia gli Infermieri, sia gli Autisti soccorritori avevano segnalato il malfunzionamento della barella, ma la Presidenza del sodalizio (una Croce privata convenzionata con il SSR) non aveva mai risposto, né per iscritto, né verbalmente.

Ora l’Infermiere rischia il licenziamento, mentre un richiamo è già giunto all’Autista-Soccorritore. Di chi le colpe? Sicuramente del sistema emergenza-urgenza, che in Lombardia fa da anni acqua da tutte le parti, anche se non lo si fa emergere.

Fatto sta il Paziente ha subito danni irreversibili, ma non è più in pericolo di vita, mentre la Famiglia chiede il risarcimento dovuto del danno procurato.

Il rimbalzo delle responsabilità.

Tutto ciò mentre vi è il rimbalzo continuo delle responsabilità tra:

  • operatori (che sono costretti a lavorare in condizioni spesso stremo);
  • associazione privata (che deve garantire la sicurezza dei lavoratori e dei Pazienti);
  • azienda pubblica (che affida servizi in appalto e continua a non verificare correttamente la messa a norma dei mezzi).

Ora il tutto è nelle mani di legali, giudici, dirigenti e sindacalisti. Vi terremo informati sugli sviluppi.

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