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Un Infermiere di 38 anni, Nicola, si è licenziato dall’Azienda Sanitaria Locale per cui lavorava da 5 anni ed è tornato nella sua vecchia Casa di Riposo: “almeno qui facciamo gli Infermieri, in ASL facevamo gli OSS”.

Un Infermiere di 38 anni ha deciso di lasciare il Servizio Sanitario Nazionale e di tornare a lavorare presso una Casa di Riposo privata. E’ accaduto in Puglia dove un collega ha deciso di dire basta allo sfruttamento legalizzato e al demansionamento (che noi preferiamo chiamare deprofessionalizzazione) perpetrato quotidianamente nell’Azienda Sanitaria Locale di una nota provincia appula. 

Il nostro protagonista di oggi si chiama Nicola e la sua è una storia di coraggio e di ribellione. Stanco di aver studiato Infermieristica e di ritrovarsi a fare le mansioni dell’Operatore Socio Sanitario, ha abbandonato il tanto sudato posto fisso nel pubblico per tornare a lavorare nel privato.

“In 5 anni di attività lavorativa in ASL ho ricoperto quasi sempre mansioni non infermieristiche e assimilabili a quelle degli Operatori Socio Sanitari – ci spiega Nicola – non ce la facevo più. Qui al Sud, ma a quanto vedo anche in moltissime realtà del Nord, fare gli Infermieri vengono impiegati come tuttofare. Nessuno è costretto ad eseguire lavori da OSS, ma è il sistema che ti porta inesorabilmente a farlo, quasi fosse un tuo dove, quasi fosse la normalità. E’ una prassi consolidata, nessuno protesta, l’importante è lavorare. Ebbene io voglio lavorare bene, ho studiato per diventare Infermiere, ho tre Master e anche la Laurea Magistra e francamente di fare l’OSS mi interessa poco”.

E’ un fiume in piena il nostro interlocutore: “a cosa serve millantare professionalità e competenze se poi nel pratico queste non sono applicabili nel mondo del lavoro?”.

“Sfido chiunque dei lettori di AssoCareNews.it a dimostrare che nella sua Unità Operativa si fa diagnosi infermieristica e si pianifica l’assistenza, così come ci hanno millantato in ambito universitario – aggiunge il collega pugliese – sono chiacchiere, la realtà è talmente differente che sembra di vivere e di agire in due mondi paralleli: quello che ci raccontano e quello che pratichiamo. Ci vuole una seria rivoluzione culturale per cambiare le cose in Italia e questa deve partire necessariamente dalla base”.

Per finire, Nicola ricorda che “sono tornato a lavorare dal mio vecchio datore di lavoro perché in questa Casa di Riposo faccio l’Infermiere, sono rispettato come Infermiere, pianifico l’assistenza come infermiere e come membro di una equipe multi-disciplinare, eseguo medicazioni, mi occupo di terapia e di emergenza; insomma sono un vero Professionista Sanitario”.

In bocca al lupo collega!

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