RCP
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Un Infermiere e un OSS premiati dall’azienda sanitaria per aver salvato un Paziente con la RCP. Era in fibrillazione atriale e il Servizio 118 rifiutò di ricoverarlo lasciando in struttura.

Ha 95 il protagonista della nostra storia, si chiama Michele ed è un ospite di una nota casa di riposo in Puglia. Nonostante l’età è sopravvissuto ad un arresto cardiaco ed è stato rianimato da un Infermiere e da un Operatore Socio Sanitario grazie alla RCP. Poco prima Medico e Infermiere del Servizio 118, prontamente allertato, avevano rifiutato di ricoverarlo perché “aveva solo una fibrillazione atriale“.

Tutto è accaduto durante il turno di notte. Al lavoro un Infermiere e un OSS. Alle ore 22.00 circa un Paziente suona il campanello. Va a rispondere l’operatore di supporto, che allerta subito il professionista sanitario per un malore dell’ospite. L’Infermiere interviene immediatamente e nota un pallore insolito dell’Assistito.

I Parametri Vitali non sono nella norma: PA 80/40 mmHg; SpO2 90% AA; FC dai 60 ai 140 b/m (in continua oscillazione); TC 36,5 °C; FR 22 a/m; Glicemia capillare (HGT) 102 mg/dl. Michele vomita ed ha diarrea. Gli viene posizionato subito dell’ossigeno a 1 lt/m e allertato il Servizio 118.

Dopo qualche minuto arrivano tre operatori dell’Emergenza/Urgenza: un Medico, un Infermiere e un Autista Soccorritore. Misurano i parametri e verificano che le condizioni dell’ospite sono migliorate rispetto alla chiamata. Prendo in giro l’Infermiere e si guardano tra loro quasi a dire “ma perché ci hanno chiamati?”.

Eseguono ECG e il Medico dopo averlo verificato comunica di non voler centralizzare il Paziente in quanto “ha un quadro clinico compatibile con gli acciacchi dell’età”. Anche per lui la fibrillazione atriale è normale, essendo il 95enne gestito con Coumadin (Warfarin).

Il Servizio Emergenza/Urgenza va via e lascia l’Ospite nel suo letto. L’Infermiere dice all’OSS di non lasciare mai di vista Michele e decide fare il giro-letti da solo. Dopo circa un’ora la chiamata sul cordless di struttura: “corri, corri, non risponde più!”. Il Paziente era in arresto cardiaco.

L’Infermiere corre a prendere il carrello dell’emergenza e chiede all’Operatore Socio Sanitario di recuperare il Defibrillatore Semiautomatico (DAE) al piano inferiore. Abbassa il letto, posizione sotto la schiena del paziente una “tavola” in plexiglass e inizia RCP. Dopo 5 minuti Michele si riprende con un gran colpo di tosse e inizia nuovamente a vomitare. Viene immediatamente posizionato in decubito laterale di sicurezza.

Con il cordless di struttura l’Infermiere chiama nuovamente il Servizio 118. Questa volta l’ospite viene portato in ospedale ed è attualmente ricoverato in Cardiologia.

Infermiere e OSS scrivono tutto in consegna. Dopo qualche giorno ricevono l’inattesa chiamata in Direzione: “questa è una lettera di encomio per il lavoro straordinario che avete compiuto l’altra notte, bravi”.

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