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Giulia, Infermiera: l’ospedale pensa di risparmiare tenendo il personale all’osso ma con un OSS in più si risparmierebbe.

Giulia, infermiera, ci scrive per parlare in un’ottica diversa di un argomento ampiamente diffuso: la carenza di personale.

“Cari AssoCareNews.it,

vi scrivo a seguito di un calcolo che abbiamo fatto assieme alla mia collega OSS.

Premetto che i calcoli sono approssimativi ma realistici, contati su di un reparto di 20 posti letto.

Lavoro in una medicina, di quelle dove l’oss la notte non c’è. Abbiamo calcolato che assumere un oss e trasformare i presenti in giornalieri in turnisti dovrebbe costare circa 3500 euro all’azienda.

Permetterebbe però di aver l’oss di notte e di conseguenza di effettuare un giro letti sicuramente più accurato (al momento ce li facciamo tra i due infermieri, cercando di fare da soli i semiautonomi) e, sopratutto, di effettuare i posizionamenti di coloro che sono fermi a letto.

Questo abbatterebbe l’indice di UDP in reparto, e la presenza di 2/3 lesioni presenti di media.

Prendendo le bolle di ordinazione abbiamo calcolato che per i materiali di medicazione (calcolo tra dicembre 2019 e febbraio 2020, tre mesi senza particolari picchi o Covid) spendiamo circa 2700 euro di media in medicazioni avanzate (che costano quanto i diamanti).

Quindi, al momento, parliamo di 3500 euro di personale contro i 2700 euro di spese per presidi.

Dobbiamo però aggiungere i giorni di degenza in più che questi malati fanno, incalcolabili ma che economicamente ricadono ben oltre gli 800 euro che mancano a equiparare la spesa per un nuovo OSS e per la turnazione degli altri.

Questo per dire cosa? Che l’ospedale risparmierebbe ad aver un oss in più.

Oltretutto avresti occupato una persona in più (con benefici a cascata su tutto il sistema economico) e potuto offrire il posto letto ad altri, velocizzando il turnover dei letti.

Il nostro è solo uno spunto, speriamo che qualcuno di importante lo legga.

Grazie dello spazio, vi seguiamo tutti in reparto.

Giulia”.