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Emergenza Coronavirus. Un Infermiere si sfoga con AssoCareNews.it: “a Codogno e Casalpusterlengo ci sfruttano con 1500 euro al mese; la promessa era di 30 euro orari; il rischio non vale la candela; prendiamo meno di una badante”.

Lo sfogo di Luigi (nome di fantasia), Infermiere precario del Sud che ha deciso di mettersi a disposizione dei Pazienti affetti da Coronavirus a Codogno e Casalpusterlengo: “siamo saliti al Nord, ci siamo messi a disposizione degli utenti della zona rossa, ci hanno promesso 30 euro all’ora, ci hanno dato solo 1500 euro per un mese intenso di lavoro (156 ore), poco meno di una badante; ho lasciato, troppo il rischio di infettarsi; ma è la presa in giro che mi ha dato fastidio; per fortuna che ci danno almeno tutti i DPI”.

Come ti hanno reclutato?

Ho letto un annuncio su internet dove di parlava di una richiesta urgente di Infermieri. La paga era buona, 30 euro all’ora. Poi però si è verificata una bufala, ma ho accettato lo stesso perché ci offrivano benefici per un alloggio e un incentivo di 400 euro oltre allo stipendio base, che era di 1500 euro circa.

Si ma chi vi ha assunti?

Una nota agenzia di lavoro interinale, che a quanto ho capito un po’ su di noi ci faceva la cresta. Infatti ci ha attirati con stipendi d’oro, che poi si sarebbero tramutati in stipendi base, al massimo avremmo preso 1500 euro e basta. Me ne sono accorto quando dopo alcuni giorni ho firmato il contratto.

Perché hai lasciato?

Perché il gioco non vale la candela. Sono sincero, all’inizio mi ha attirato lo stipendio promesso, poi mi sono appassionato alle vicende umane. Sono sempre un Infermiere e ho scelto di esserlo per tutta la vita, questo però non significa lavorare come un somaro per garantire a tutti i costi la salute di chi sta male. Mi spiego meglio: ho fatto anche turni di 13 ore e in ospedali differenti, perché la carenza di personale è tanta e i colleghi che si ammalano in questa zona o che vengono messi in quarantena sono quotidiani. Non è solo quindi per una mera questione economica, ma perché in zona rossa si respira veramente un’aria di disperazione anche tra noi Infermieri, senza parlare dei Medici, dei Soccorritori e dei poveri Operatori Socio Sanitari di cui nessuno parla.

Hai notizie di altri che hanno lasciato?

Si, anche colleghi che stanno per lasciare. Forse per gli stessi motivi che vi ho appena spiegato.

Ci sono tanti colleghi che vengono dal Sud come te?

Non ho avuto tempo di verificare, ma dagli accenti non eravamo tutti del Sud, c’erano anche colleghi del Centro e del Nord.

Grazie, speriamo solo che quanto raccontatoci dal collega non corrisponda alla realtà e che sia solo una sua sensazione.

Se conoscete casi simili segnalateceli scrivendo a [email protected].