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Sono Martina, una ragazza pugliese di quasi 28 anni e sono un’infermiera. Sto combattendo contro il Coronavirus.

Dal 2016 vivo a Milano e lavoro in Terapia Intensiva da 5 anni, la branca che ho scelto fin da allieva e, posso dire di essere fiera e orgogliosa della mia professione, in un momento cosi delicato.

Non perché salviamo vite, termine o associazione che non mi piace usare ma, perchè nonostante i problemi, oggi rappresentati dal CORONAVIRUS, cerchiamo di essere vicini alle persone che hanno difficoltà e di assistirle con la nostra professionalità, la nostra presenza e dare speranza e conforto con i nostri sorrisi e la nostra umanità, nascosti dalle visiere.

SEMBRIAMO PALOMBARI in mezzo al mare, gli squali sono i VIRUS, non li vedi ma sai che ci sono e sono pronti a farti male.

In questo MOMENTO in cui OGNUNO è solo con se stesso all’interno di un ospedale, di un reparto, di una stanza, in cui è difficile riconoscere il volto dell’altro, lavoriamo con tute, mascherine, copricapo e i MOMENTI CRITICI, che vanno dalla vestizione all’uso dei macchinari, dalle emergenze alla stanchezza, SONO TANTI e vanno superati.

Ed è in questo frangente che cerchiamo di non perdere la SPERANZA e la fede.

Nonostante il numero crescente di pazienti, ci sforziamo di comunicare ad un Giuseppe, ad una Maria o qualsiasi sia il suo nome, che stiamo facendo il possibile per loro e per il nostro futuro.

L’UNIONE tra i colleghi, i medici, gli oss ed i vari operatori con cui veniamo a contatto, insieme alla SOLIDARIETÀ, manifestata dalla GENTE COMUNE, di ogni stato sociale, rappresenta quel “fil rouge” che ci PERMETTERÀ di vincere anche questa battaglia.

ESSERCI per gli altri e per noi in questo momento è LA PRIORITÀ.

Noi CE LA METTIAMO TUTTA per assistere i nostri pazienti, senza distinzione di sesso, età o razza, con il motto
#IORESTOINCORSIA

voi aiutateci con il motto #IORESTOACASA.

Noi in ospedale e voi a casa e alla fine
#ANDRA’TUTTOBENE.

Grazie, Martina