Pubblicità

Coronavirus: Infermiera non può vedere i genitori dopo mesi nonostante lavori e viva a soli 50km. Ma in un’altra Regione.

Coronavirus: le interdizioni agli spostamenti extra regionali possono essere giusti in ottica di sanità pubblica ma eccessivamente restrittivi verso chi, personale sanitario, FF.OO. o volontari, è in prima linea da mesi.

La problematica che abbiamo volentieri fatto emergere grazie alla storia di Igor coinvolge migliaia di professionisti, stremati e stanchi dalla lotta al virus e senza l’opportunità di ristorarsi grazie ai propri cari.

Siamo stati raggiunti da Valentina (nome di fantasia, preferisce restare anonima), Infermiera che vive e lavora al San Giacomo di Novi Ligure, in Piemonte, ma che ha i genitori a neanche 60 km, nella periferia di Genova, che sappiamo essere in Liguria.

Una situazione spinosa.

“Cara redazione

vi scrivo colpita dalla storia del collega Igor. In particolare io stessa vivo una situazione simile, seppur molto diversa e paradossale.

Lavoro e vivo a Novi Ligure e presto servizio al San Giacomo. E’ dura per tutti perchè ormai l’unica differenza tra aree covid e non covid è che le prime hanno un tampone certo.

Sono ormai due mesi quasi che ci diamo da fare senza soste e speravo di tornarmene a vedere i miei almeno per una cena, dal 5 maggio in poi. Invece con l’ultimo DPCM neanche quello possiamo fare.

Il mio appello è quello di permettere alle situazioni particolari come quelle di chi lotta contro il virus, di poter almeno avvicinarsi ai genitori. Anche a 10 metri mi sarebbero sufficienti purchè non sia attraverso uno schifoso schermo.

Non ne posso più.

Grazie dell’attenzione.”