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Un Coordinatore Infermieristico di 48 anni è stato licenziato nel Livornese per mobbing. Lasciava “pizzini” ai suoi colleghi, spesso accusandoli di non rispettare le procedure.

Due Infermieri si sono dovuti rivolgere alle cure del presidio psichiatrico dell’azienda sanitaria livornese per mobbing. Altri tre per straining hanno dovuto chiedere aiuto allo psicologo della struttura dove lavorano. Tutto ciò per continui azioni persecutore, anche isolate, da parte del loro Coordinatore Infermieristico.

A 48 anni il “caposala”, come preferisce essere chiamato l’uomo di è visto prima sospendere dal lavoro e senza stipendio, poi licenziare dopo le richieste di due legali e una dura relazione del Medico Psichiatrico.

Il “caposala” imperterrito continuava ad ammonire i suoi colleghi attraverso post-it e accuse verbali. Ciò fino a quando due Infermieri non hanno deciso di ribellarsi.

Ogni volta tornavano a casa svuotati, con la voglia di licenziarsi. Erano affranto, demotivati, nervosi. A casa non parlavano d’altro e la notte non riuscivano a riposare tranquillamente dovendo far ricorso a psicofarmaci. Nello specifico ad Alprazolam (Xanax).

Il Medico Psichiatra che li segue ha pensato bene di informare la Direzione della struttura e di preparare una dura relazione su caso, dopo mesi di indagini, di cure e di sostegno ai dure malcapitati.

Anche altri colleghi hanno subito gli attacchi del cacaposala e si sono dovuti mettere più volte in malattia. Tutti e tre hanno accusato sintomi da straining.

Il mobbing è un reato in Italia e nel resto del mondo ed è punito sia dal punto di vista penale, sia dal punto di vista civile.

Lo ha capito bene questo Coordinatore Infermieristico, che probabilmente sarà denunciato.

Senza parole!

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