Medici e Infermieri presi a calci e pugni in pronto soccorso a Mantova.

Medici e Infermieri presi a calci e pugni in pronto soccorso a Mantova.
Medici e Infermieri presi a calci e pugni in pronto soccorso a Mantova.

La furia di un 30enne finisce in una denuncia per aggressione e ingiuria.

Ancora una volta atti di violenza gratuita nei confronti di Professionisti Sanitari impegnati nel campo assistenziale dell’emergenza-urgenza. L’altro giorno vile aggressione nei confronti di Medici e Infermieri a Mantova presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Carlo Poma”. Reo un uomo che non voleva assolutamente che i sanitari trattenessero la moglie in osservazione breve intensiva. La rissa al termine di un lungo alterco.

I medici del pronto soccorso volevano trattenere sua moglie in osservazione, lui invece voleva che la dimettessero. Ne è nata una discussione degenerata in un’aggressione nei confronti dei due medici e degli infermieri. Violenza in corsia l’altra notte nel reparto di Pronto soccorso del Carlo Poma, ennesimo episodio del genere per il quale, per fortuna, non ci sono state conseguenze serie per le persone coinvolte, ma che è di assoluta gravità e ripropone il problema della sicurezza in un ambiente che dovrebbe essere tra i più protetti. Un uomo, marito di una paziente, ha colpito due medici con la propria stampella e preso a sputi gli infermieri accorsi per bloccare l’aggressore, al quale alla fine avrebbero pensato le forze dell’ordine. Il tutto sotto gli occhi spaventati di un anziano ricoverato che ha assistito suo malgrado a questa aggressione.

È successo verso le 4 di ieri mattina quando in reparto si è presentato il marito di una 30enne di Mantova che poco prima era stata ricoverata perché aveva ingerito una ventina di pillole tranquillanti. Un caso palese di tentato suicidio dietro al quale ci sarebbe una violenta lite domestica che lascerebbe affiorare un quadro di disagio e violenza. A fronte di una situazione comunque di rischio per l’incolumità della paziente se non altro per atti di autolesionismo, il medico che la visitava, una donna, decideva di trattenerla in osservazione a scopo precauzionale. Una decisione che non incontrava i favori del marito della 30enne, che si presentava in reparto convinto di dovere semplicemente riportare a casa la moglie.

Di fronte al diniego della dottoressa l’uomo, che per muoversi ha bisogno di una stampella, cominciava a dare in escandescenze mettendosi a urlare e agitando la sua stessa stampella con fare minaccioso. A quel punto il medico del turno di notte dell’altro ambulatorio interveniva in difesa della collega. Sarebbe stato allora che la lite, iniziata nei corridoi del pronto soccorso, sarebbe degenerata finendo nella sala del reparto di osservazione breve.

Il marito della 30enne avrebbe colpito entrambi i medici con la stampella usata poi per tenere a distanza gli infermieri accorsi, ai quali avrebbe anche riservato una serie di insulti e minacce con l’aggiunta di sputi.

Nel frattempo era comunque scattato l’allarme e poco dopo in reparto arrivava una pattuglia delle forze dell’ordine, carabinieri secondo fonti ospedaliere, che provvedevano a ristabilire la calma. L’aggressore veniva portato via per accertamenti dagli uomini in divisa, sua moglie veniva invece trasferita nel reparto di Psichiatria dove veniva infine ricoverata, mentre i due medici aggrediti si sarebbero poi fatti refertare per procedere con una eventuale querela di parte. Nel frattempo avrebbero già inviato una lettera alla Direzione sanitaria per segnalare quanto accaduto durante quella che avrebbe dovuto essere un normale turno di servizio notturno.

Fonte: La Voce di Mantova – AssoCareNews.it

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