Immigrati rapinano infermiere: Pistola in testa, pensavo di morire!

Minaccia di morte per un collega che si è visto rapinare davanti il suo ambulatorio!
Minaccia di morte per un collega che si è visto rapinare davanti il suo ambulatorio!

Il Tuo Infermiere di Treviso stava arrivando al suo ambulatorio quando due senegalesi ed un uomo di origini balcaniche gli hanno puntato pistola alla testa e minacciato con un coltello durante la loro fuga dalla rapina ad una farmacia.

E’ successo la sera dell’8 marzo a Silea, comune alle porte di Treviso. I tre avevano appena rapinato una Farmacia lì vicino. Nella fuga, l’incontro con Emanuele Cagnin, il collega Infermiere di Famiglia legato alla rete Il Tuo Infermiere, la prima APP che con un click chiama l’infermiere più vicino, è stato protagonista delle minacce e della rapina mentre tornava al suo ambulatorio dove svolge attività di libera professione, esperto di medicazioni avanzate.

“Avevo parcheggiato l’auto nel parcheggio di fronte, come ogni giorno, quando ho visto quei due individui: avevano appena concluso la rapina. Si sentivano le sirene in lontananza ma a loro non è sembrato importare molto. Si sono avvicinati e si sono messi a urlare: dacci i soldi, dacci i soldi!” spiega alla stampa il collega, che continua “Io ho spiegato che non ne avevo ma a quel punto mi hanno puntato contro le armi. Uno mi ha minacciato con una pistola, l’altro con un coltello. Ho pensato che sarei morto.” 

Lama alla gola e pistola alla testa. A questo punto la consegna del portafoglio li ha fatti salire frettolosamente in auto e scappare. L’intervento delle forze dell’ordine però ha generato un inseguimento che grazie all’ottima organizzazione e tempestività dell’intervento hanno permesso la cattura in pochi minuti.

“Sono stati bravissimi sia la polizia che i carabinieri. Proprio ieri ho telefonato sia in questura che in comando per i complimenti” commenta Cagnin. “La nostra attività territoriale è piena di insidie, questa mai mi era capitata, ma c’è sempre da imparare! Rischiare la vita per pochi soldi non ha senso. Spero solo nella certezza della pena e che questi individui vengano messi in condizione di non nuocere più”.

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