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Ecco “Sulla Strada”, un volume che parla del sogno americano on the road. Scritto da Jack Kerouac, edito da Mondadori nel 2016. Continua l’appuntamento con la rubrica “Book: Libri & Letture“, curata dall’infermiere Giovanni Maria Scupola.

“Perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano… bruciano… bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno ooohh.”

Il romanzo, costruito in cinque parti e scritto sotto forma di episodi, è ambientato alla fine degli anni quaranta e descrive i giovani del movimento culturale della Beat Generation, in viaggio su tutto il vasto territorio statunitense.

La trama.

Sal Paradise è il protagonista e narratore di una serie di viaggi in autostop, in auto e in autobus. Sal è uno studente cresciuto nell’Est che ha aspirazioni letterarie.

Nella 1ª parte si parla del viaggio in autostop e in autobus da New York a Chicago, a Denver, a San Francisco, a New York, dal luglio 1947 alla fine di ottobre dello stesso anno. Tra i giovani beat c’è Dean Moriarty, che abita a Denver, uscito da un riformatorio e il cui stile di vita è in netto contrasto con la concezione borghese della necessità di avere una fissa dimora, un lavoro, un buon grado di responsabilità. Dean, come i suoi compagni, ha solo interesse per una vita intensa, fatta di innumerevoli esperienze e desidera conoscere l’immensità del continente nordamericano, il brivido del sesso, della musica jazz, delle accese discussioni con gli amici, sotto l’effetto dell’alcool e della benzedrina.

Nella parte 2° si parla della storia dei viaggi di Sal e Dean, dal Natale 1948 a febbraio 1949.

La 3ª parte descrive il soggiorno di Sal a Denver. Sal rimane profondamente attirato e influenzato dallo stile di vita dell’amico, con il quale conduce per circa due anni una vita da nomade. Si rende conto, però, con il passare del tempo che l’inquietudine dell’amico, che lo porta a sperimentare tutto ciò che può esserci di nuovo e proibito, è dovuta alla sua incapacità ad adattarsi alla società.

Sal, dopo ogni viaggio, si sente sempre peggio e desidera ricominciare da capo, avere un luogo fisso e un lavoro che abbia senso. Ritorna a New York e riprende a frequentare l’università e a condurre una vita normale, ma dopo aver rivisto Dean decide di ripartire.

La 4ª parte narra dell’incontro fra Sal a Dean a New York, nell’estate del 1950, e il viaggio con Dean in Messico, dove avviene la rottura fra Sal e Dean.

La 5ª parte parla dell’ultimo viaggio di Sal da Città del Messico verso New York nell’autunno 1950, dell’incontro a Manhattan di Sal con Laura.

Va letto perché…

È un romanzo molto descrittivo: paesaggi immensi e metropoli americane fanno da sfondo al sogno delle nuove generazioni che, spinte dalla voglia di libertà, tentano di allontanarsi dai valori borghesi e bigotti che contraddistinguevano la società dei loro padri. Risulta il manifesto di un movimento, la Beat Generation, che ritrovava nel viaggio il senso stessa della vita. Proprio i viaggi raccontano gli ideali e i desideri di questa gioventù, che prediligeva uno stile di vita nomade per fuggire dal malessere della società, il quale però non verrà mai colmato e anche il protagonista sarà costretto ad ammetterlo sul finale. Il vagabondare sembrerà non aver portato da nessuna parte e alla fine si sarà costretti a ritornare.

Tra le pagine di “Sulla Strada” il viaggio lo si vive due volte: nelle immagini dei paesaggi meravigliosi che sopraggiungono alla mente e nell’entusiasmo di una scrittura che fa vibrare il cuore. Ed è proprio attraverso le pagine, attraverso le parole, che lo scrittore fa vivere al suo lettere il sogno americano, come se egli stesso in quel momento viaggiasse tra le strade del territorio americano, come se egli stesso vivesse in quel preciso istante le avventure dei protagonisti.

Martina Dorini, LaAV – Lecce

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