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Continua l’appuntamento settimanale con la rubrica “Book – Libri & letture” curata da Giovanni Maria Scupola, Infermiere ed esperto di letteratura. Oggi presentiamo “La misura del tempo” di Gianrico Carofiglio.

Oggi presentiamo uno dei capolavori di Gianrico Carofiglio, La misura del tempo, edito nel 2019 per i tipi di Einaudi.

“Il tempo scorre veloce quando si invecchia perché, di regola, si ripete sempre uguale. Le possibilità di scegliere si riducono, le vie sbarrate si moltiplicano, fino a quando tutto pare ridursi a un unico, piccolo sentiero”

La trama.

Tanti anni or sono Lorenza era una ragazza bella ed insopportabile, dal fascino abbagliante.

La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia.

Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca.

Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario.

Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza.

Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi ed a volte letali.

Lo consiglio perché.

La misura del tempo di Gianrico Carofiglio edito da Einaudi, candidato al Premio Strega 2020, è un legal-thriller barese che quasi costringe tutti, dai trentenni agli over sessanta, a chiedersi: “sono diventata la persona che speravo di diventare?”.

La “Misura del tempo” è un bel romanzo in cui la storia investigativa e storia personale dei protagonisti si intrecciano con equilibrio; nelle sue pagine traspare lo sguardo benevolo dell’autore nei confronti delle debolezze dei suoi personaggi e quella malinconia dolce amara, quel costante rivolgersi al passato, ai sogni, agli ideali che sembrano incapaci di sopravvivere all’età matura, che sono un tratto distintivo della penna di Carofiglio.

Il libro, scorrevole e gradevole, specialmente nella seconda parte, quella del processo, diventa, a mio parere, troppo tecnico.

Storia comunque interessante ed elegantemente scritta.

Giovanni Maria Scupola – LAAV Lecce