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I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) e il ritorno dell’avv. Vincenzo Malinconico in un capolavoro di Diego De Silva.

Oggi nell’ambito della Rubrica “Book – Libri & Letture” coordinata dall’infermiere Giovanni Maria Scupola, presentiamo un volume di Diego De Silva. Si tratta de “I valori che contano (avrei preferito non scoprirli)“, edito per Einaudi nel 2020.

“… perché a chiacchiere tutti possono essere solidali con gli altri, ma è quando sei nella merda che diventi solidale con qualcuno o scegli di farti i fatti tuoi. Insomma: è facile accogliere quando non costa niente. Quando si tratta di compiere una buona azione che dal di fuori chiunque riconoscerebbe come tale. Ma prova ad accogliere rinunciando alla discriminante della bontà. Rispondi alla chiamata quando le tue buone azioni non si vedono, e anzi possono essere equivocate. Il bravo, fallo quando hai qualcosa da perdere. Quando rischi che ti accusino di malafede. E’ lì che ti misuri davvero col pensiero etico: nell’attimo in cui scegli, senza avere il tempo di ponderare la decisione, se afferrare la mano di quello che precipita o dire a te stesso che non hai potuto, anche se volevi tanto.” (pag. 12)

La trama.

Per chi non lo conoscesse, l’Avvocato Vincenzo Malinconico è un personaggio nato dalla fantasia di Diego De Silva. È un uomo comune, sicuramente non di successo (avvocato di insuccesso, come si definisce lui), precario sia nella vita professionale come nella vita privata. Ha uno studio arredato solo con mobili di bassa qualità, è separato, ha due figli con i quali cerca costantemente di mantenere un legame e un’amante con la quale cerca costantemente di mantenere le distanze. Una vita apparentemente comune che lui affronta con autoironia: si perde spesso nelle sue riflessioni, pensa, divaga, filosofeggia, cercando sempre una nota ironica nella disillusione del suo quotidiano. Apparentemente un anti eroe, in realtà un semi-eroe. Come tutti noi.

Nella sua quinta avventura, Malinconico si ritrova, suo malgrado, a dover affrontare un nuovo caso che risolverà con la sua arguzia e la sua capacità di filosofare.

Il romanzo inizia con una richiesta di aiuto da parte di una ragazza che si presenta davanti alla sua porta di casa, in mutande, dopo essere scappata da una retata in un bordello al quarto piano. Malinconico non ci pensa due volte e nasconde la ragazza in casa, arrivando a raccontare un sacco di frottole ai carabinieri che poco dopo busseranno alla sua porta. Perché lui è fatto così. Si butta a capofitto nella vita facendosi guidare solamente dalla sua etica e dalla sua incapacità di ignorare il prossimo che gli chiede aiuto. Ovviamente la ragazza che lui ha nascosto, presto si rivelerà essere una vera e propria bomba ad orologeria e un nuovo caso per il nostro amico. In questo nuovo romanzo Malinconico dovrà anche affrontare una sfida personale che lo porterà a scoprire i valori che contano (nonostante avrebbe preferito non scoprirli in questo modo) e ci porterà a fare il tifo per lui fino all’ultima pagina. Ancora una volta, il nostro semi-eroe ne uscirà semi-vincitore, semi-ferito, semi-soddisfatto e semi-felice, come tutti noi, nella nostra quotidianità. Ed è così che ci scopriremo a volergli sempre più bene per quel suo essere così ordinario, precario, umano. Un comune combattente della porta accanto. Un paladino della quotidianità.

Lo consiglio perché…

Per i lettori di Diego De Silva, l’avvocato Vincenzo Malinconico è ormai uno di famiglia: gli si vuole bene, sin dal primo libro, e di libro in libro, lo vediamo maturare, innamorarsi, cadere, combattere, ridere, ammalarsi. In una parola, vivere.

Insieme a Malinconico si ride, si soffre, ci si trova davanti a bivi che fanno fare i conti con la propria coscienza e non ci sono strade giuste o sbagliate. Sono tutte umane. La scrittura di De Silva è scorrevole e molto piacevole, nonostante l’uso spasmodico delle parentesi. Esse rendono la lettura un po’ più complessa ma sono assolutamente necessarie per raccontare il contorto pensiero di Malinconico fatto di mille, appassionanti voli pindarici. In questo quinto libro si raggiunge il culmine nell’uso delle parentesi già nel titolo, prima ancora di iniziarne la lettura. Geniale.

È un libro che mi sento assolutamente di consigliare, come tutti i libri di De Silva, del resto.

E per coloro che volessero avvicinarsi al pindarico pensiero di Vincenzo Malinconico, di seguito sono riportati i cinque romanzi di De Silva che lo vedono protagonista:

  • Non avevo capito niente, Einaudi, 2007;
  • Mia suocera beve, Einaudi, 2010;
  • Sono contrario alle emozioni, Einaudi, 2011;
  • Divorziare con stile, Einaudi, 2017;
  • I valori che contano (avrei preferito non scoprirli), Einaudi, 2020.

Marina Donativi, LaAV – Lecce