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Continuano le pubblicazioni nella rubrica “Book: libri & letture”, diretta dall’Infermiere Giovanni Maria Scupola. Oggi presentiamo “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, ce ne parla Marina Donativi.

Presentiamo uno dei capolavori di Agatha Christie. Ecco “Dieci piccoli indiani. E non rimane nessuno“, Oscar Mondadori, 2019.

“Se quella fosse stata una casa vecchia, con travi scricchiolanti, ombre scure negli angoli e pareti con pesanti zoccoli di legno, si sarebbe potuto percepire un senso di mistero, di imponderabile. Ma quella villa era la quintessenza della modernità. Non c’erano angoli bui, nessun pannello che potesse celare una porta segreta, la luce elettrica rischiarava ogni cosa, tutto era nuovo, ben levigato e lucente. Non c’era nulla di strano, di sospetto. Nessuna atmosfera di mistero. E proprio questa era la cosa più spaventosa… “.

La trama.

Un misterioso invito giunge a otto differenti persone che non si sono mai incontrate prima. L’invito propone un soggiorno in una splendida villa a Nigger Island. Nessuno conosce il nome del padrone di casa, eppure tutti, per motivi differenti, accettano. Giunti sull’isola, non trovano nessuno ad accoglierli, se non due domestici, dieci statuette sul tavolino nella sala da pranzo e una poesia appesa sopra il caminetto di ciascuna camera. Una poesia inquietante a cui nessuno all’inizio fa caso, ma che diventerà il filo conduttore di tutto il romanzo. La sera, quando dopo cena sono tutti riuniti in sala, una voce sinistra e lontana legge a ciascuno di loro dieci sentenze per omicidi sospetti, avvenuti in passato, ma di cui i protagonisti sono stati ritenuti innocenti dalla giustizia ordinaria. Ciò che ascoltano è una sentenza di morte senza possibilità di appello. E giorno dopo giorno sull’isola la sentenza viene eseguita senza che per loro ci sia possibilità di fuga. È l’inizio di un interminabile incubo che li porterà a dubitare l’uno dell’altro, a ideare impossibili fughe, a domandarsi fino alla fine chi sia il loro carnefice.

Età di lettura: a partire da 11 anni.

Lo consiglio perché.

L’estate è il periodo in cui la mente chiede una sosta da tutto: dai problemi, dai pensieri, dagli affanni. Lo si può fare in mille modi. Uno, molto evasivo e costruttivo, è leggere un buon libro, magari proprio al mare, sotto l’ombrellone. Ma che tipo di libro è adatto a questa stagione? Certamente un libro leggero e poco impegnativo, ma che allo stesso tempo abbia la capacità di tenere con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. L’estate è il periodo delle letture di gialli. E allora perché non affidarsi a una regina di questo genere? Soprattutto quest’anno che ricorre il centenario dalla pubblicazione del suo primo giallo e la comparsa sulle scene del suo personaggio più amato, Hercule Poirot.

Quest’estate leggere un giallo della Christie ci permette di partecipare anche ad una simpatica sfida, la #readchristie challenge, lanciata dall’Agatha Christie Limited, la società creata dalla scrittrice proprietaria dei diritti d’autore delle sue opere.

Partecipare è molto semplice: ogni mese bisogna scegliere e leggere un libro di Agatha Christie che corrisponda alle indicazioni segnalate dalla società. Tutti coloro che partecipano alla challenge devono poi condividere sui propri social il libro letto, utilizzando l’hashtag #ReadChristie2020 e taggare @officialagathachristie.

E allora perché non iniziare da uno dei suoi romanzi più famosi?

Questo libro non deluderà le vostre aspettative. In un crescendo di suspense e tensione psicologica, fino alla fine sarà difficile districare le trame dell’intrigo. Come i protagonisti, anche voi sarete portati a credere che tutti siano ugualmente colpevoli e innocenti, fino al colpo di scena finale in cui, come una solenne promessa, la Christie svela il colpevole e quieta ogni nostra ansia. Come ogni capolavoro che si rispetti, l’autrice lascia al lettore una riflessione finale, in questo caso sul concetto di giustizia che è insito in ognuno di noi. Fino a che punto il senso di giustizia personale può travalicare le vie ufficiali dell’iter giudiziario? Qual è il confine tra giustizia ordinaria e quella personale?

Questo libro, come quasi tutti i romanzi della Christie è il tipico esempio di romanzo che può essere letto più e più volte e ci ritroverà ogni volta con il fiato sospeso e sorpresi da dettagli o pieghe inaspettate della storia.

Non è da meno il finale che penso sia uno dei più suggestivi che sia mai stato scritto.
E allora, siete pronti anche voi a partecipare al ReadChristie2020?

Marina Donativi, LaAV – Lecce