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Ecco “Come un respiro”, uno dei più importanti capolavori firmato Ferzan Ozpetek, Edito nel 2020 per i tipi di Mondadori.

Continua l’appuntamento con la rubrica “Book – Libri & letture” curata dal collega Infermiere Giovanni Maria Scupola. Questa volta parliamo di un capolavoro di Ferzan Ozpetek, Come un respiro, edito nel 2020 per Mondadori.

“Noi abbiamo sfidato il destino unite nell’amore, nel peccato, nel castigo. Poco importa: la vita scorre come un respiro”.

La trama.

Due sorelle molto diverse ma profondamente unite, un’infanzia dolorosa ed un segreto che ha segnato e diviso le loro vite: è questo il cuore della trama dell’ultimo libro di Ferzan Ozpetek, che ritorna in libreria con un thriller travolgente.

La vicenda ha inizio con l’inatteso arrivo di un’anziana donna proveniente da lontano, che in una domenica assolata di fine giugno bussa alla porta di un appartamento a Roma.

Dice di chiamarsi Elsa Corti, di aver abitato cinquant’anni addietro in quella casa e di essere ritornata per cercare sua sorella Adele che non vede da anni.

Non sa, però, che Adele si è trasferita dopo aver venduto l’appartamento a Sergio e Giovanna, trentenni sposati da poco.

Quando Sergio apre la porta e si trova dinnanzi questa sconosciuta in cerca di sua sorella è sorpreso e confuso, ma gli occhi verdi e magnetici della signora lo convincono a farla entrare ed a invitarla ad accomodarsi.

Nel frattempo, arrivano Elena, Giulio, Leonardo e Annamaria, gli amici storici della coppia, invitati a trascorrere la giornata insieme.

Incuriositi da quella strana signora che porta con sé un pacchetto di lettere intonse e rispedite al mittente, la invitano a restare.
All’improvviso, Elsa si lascia andare al flusso irrefrenabile dei ricordi, svelando al gruppo di amici un passato terribile ed oscuro.

Lo consiglio perchè…

Un respiro, solitamente, si trattiene prima di soffiare per esprimere un desiderio.

Ozpetek ci regala un romanzo che, pagina dopo pagina, è in grado di travolgere il lettore.

Si viene ben presto rapiti da una storia appassionata ed avvincente che attraversa un mezzo secolo e tocca luoghi diversi, dalla Roma degli anni ’60 alla splendida Istanbul, magistralmente evocati dallo scrittore grazie ad un linguaggio spiccatamente cinematografico.

È inequivocabile, difatti, il tocco del regista, visibile nella straordinaria capacità di focalizzare l’attenzione su un dettaglio, un oggetto, un gesto dei protagonisti che, solo in apparenza irrilevanti, assumono un significato focale nella trama del libro.
Non manca, infine, la straordinaria ed inconfondibile capacità di indagare e descrivere la psiche umana, senza nasconderne gli abissi e le svariate contraddizioni.

Giovanni Maria Scupola, LaAV – Lecce