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Continua l’appuntamento con la rubrica “Book – Libri & Letture” curata dall’infermiere Giovanni Maria Scupola. Oggi presentiamo il volume di Emma Clint: Bastava chiedere! Dieci storie di femminismo quotidiano (Editori Laterza, 2020).

Per molte di noi vedersi in questo libro sarà una rivelazione, per altre un dolore, per tutte un’opportunità preziosa (Michela Murgia)

Emma dimostra come un fumetto possa smontare la complessità delle dinamiche sociali (The New York Times Book Review)

Divertente e importante. Un libro da lasciare sulle scrivanie di tutti i vostri colleghi (Elle)

Un fumetto diverso.

L’autrice del libro, Emma Clint, è una giovane donna francese. Ha una laurea in ingegneria informatica e una passione per i fumetti. Dal 2016 gestisce un blog (https://emmaclit.com) e saltuariamente pubblica fumetti scritti e disegnati da lei. Negli anni ha pubblicato dieci piccole storie a fumetti di femminismo quotidiano, raccolte per la prima volta in un libro.

La prima situazione presentata è abbastanza comune, un invito a cena tra colleghe. Quando l’invitata arriva a casa, trova l’amica intenta a imboccare il piccolo figlio, a preparare la cena per la sera e a tenere a bada il figlio più grande, mentre il compagno, serenamente seduto sul divano, chiacchiera con l’ospite. Quando inevitabilmente la cena si brucia, il marito, sorpreso, afferma: bastava chiedere! (espressione che da’ il titolo al libro). Da questa candida espressione si sviluppa tutto il libro che con leggerezza e ironia introduce il lettore ad argomenti molto rilevanti, quali il carico mentale, la manipolazione emotiva o il lavoro emozionale, tutti termini ai più sconosciuti e apparentemente lontani dal nostro vissuto, ma che invece si ritrovano in molti contesti.

Così Emma disegna e descrive situazioni usuali che spesso ritroviamo nel nostro quotidiano (familiare, lavorativo, sessuale e sociale), piccole situazioni a cui non facciamo neanche più caso, ma che Emma ci evidenzia con disarmante leggerezza e ironia.
E non solo, per ogni situazione, Emma offre una possibile via, una soluzione diversa. Ad esempio, un capovolgimento dei ruoli che spesso è più efficace dello scontro diretto: l’immedesimazione, il provare ad indossare i panni dell’altro per sforzarsi di capire un punto di vista differente.

Va letto perché.

È molto difficile parlare di femminismo, la parola rimanda immediatamente a conflitti tra i sessi, a una storica guerra tra due parti che non troveranno mai un accordo, ma che rimarranno sempre arroccati sulle proprie posizioni. Eppure Emma riesce a usare una leggerezza e un umorismo che alla fine, dopo aver accusato l’inevitabile colpo, porterà a dire: perché non ci ho pensato prima? Non ci sono accuse o rancori da parte dell’autrice, ma solo il tentativo di offrire un diverso punto di vista.

Questo è un libro che deve girare, girare tanto. Deve essere letto da tutti, donne di tutte le età, ma soprattutto ragazzi e uomini. Perché sono soprattutto gli uomini che per primi devono affiancare le donne in questo percorso (non lotta, perché porterebbe necessariamente alla individuazione di due fronti nemici) verso una gestione differente dei ruoli e un’uguaglianza concreta tra i sessi.

In un altro bellissimo libro di cui mi piacerebbe più in là raccontarvi, Irene Facheris scrive che tutti noi, per quanto discriminati (per sesso, colore della pelle, condizione economica), siamo dei privilegiati rispetto ad altri nel mondo e che proprio per questo dobbiamo impegnarci per migliorare la loro condizione. Ecco forse è arrivato il momento che ci si allei per educare le nuove generazioni tenendole “alla larga dagli stereotipi per offrire loro un futuro più equo del nostro”.

Marina Donativi, LaAV – Lecce