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Alex Zanardi. Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita (BUR – Rizzoli). Un volume scritto con Gianluca Gasparini. Continua l’appuntamento con la rubrica “Book – Libri & Letture” curata dall’infermiere Giovanni Maria Scupola.

Ci sono atleti che passano alla storia non per il numero di coppe vinte, ma per essere stati in grado di portare se stessi oltre i propri limiti.

Poi c’è Alex Zanardi.

“Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita” è il secondo libro pubblicato da Alex Zanardi, coadiuvato dal giornalista Gianluca Gasparini.

Tanto si è già detto e si continua a dire di Zanardi. Ex automobilista che si è reinventato una carriera dopo l’incidente in terra tedesca costatogli l’amputazione delle gambe. Uno stop forzato che si è trasformato in un punto di partenza che ci ha regalato uno straordinario atleta capace di raggiungere le vette più alte del mondo olimpico; capace di regalarci l’emozione di allori prestigiosi a bordo della sua handbike.

Non è stata, questa, la prima svolta nella vita di Zanardi, che prima dell’incidente in Germania, aveva deciso di abbandonare la Formula 1 per raccogliere grandissimi successi nell’ex Indy Car. Nel libro “Volevo solo pedalare” c’è un po’ di tutto questo, dal ragazzo sognatore dei kart al bi-campione iridato nelle corse americane (1997 e 1998); ma si tratta pur sempre di un sequel e perciò a venire scoperchiata è soprattutto la fase post incidente, che ha trasformato Zanardi nel campione paralimpico ammirato sia ai giochi di Londra 2012 che a quelli di Rio de Janeiro, quattro anni più tardi.

Le pagine di questo libro raccontano la singolare energia vitale che abbiamo imparato, chi più chi meno, a conoscere e riconoscere. Energia che ne l’incidente del 2001 ne la costante esposizione mediatica sembrano aver inquinato. Troviamo anche il racconto di uno Zanardi appassionato di meccanica, uno Zanardi tenace, orgoglioso ed agonista sia con le gambe che senza, ma anche il personaggio che i media ci hanno aiutato a conoscere e che continua a testimoniare come, nelle curve della vita, provare a tirar fuori il meglio da se stessi può combaciare col miglior successo, nonostante la grande fatica che questo comporta.

Non è un libro “motivazionale”, perchè Alex Zanardi è fuori dal normale e dall’ovvio. Non è un libro che segue pedissequamente lo svolgersi di anni e situazioni, perchè Alex Zanardi è un vulcano che erutta in direzioni sempre diverse. Non è un libro autocelebrativo, perchè l’umiltà e raggiungibilità umana di Alex Zanardi sgorgano da ogni riga di testo.

E’ l’insegnamento che ognuno di noi può trarre dall’esperienza e dall’approccio alla vita di Alex Zanardi. Buona lettura.

Francesco Pacciolla, LaAV – Lecce