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Ecco “Al centro del mondo“, un volume di Alessio Torino edito per i tipi di Mondadori nel 2020. Torna l’appuntamento con la rubrica “Book – Libri & Letture” curata da Giovanni Maria Scupola.

“Quattro amiche in viaggio per riscoprire la propria essenza e quella di chi ha amato, vissuto e combattuto prima di loro”.

Alessio Torino affida a Damiano, il personaggio principale, il compito di dipingere uno spicchio di provincia, con i suoi limiti, le sue dicerie, come fosse una dilatazione ed un’allegoria del mondo, minacciato ed offeso, ma ancora in piedi ed intenzionato a resistere.

Damiano Bacciardi vive con la nonna Adele, il nonno chiuso in un antico silenzio e Zio Vince, detto il Gorilla, a Villa la Croce, che nel borgo poco distante è stata ribattezzata “Villa dei Matti”, lungo uno stradone che si muove nel cuore delle colline marchigiane.

Il miele dei Bacciardi, la “manna”, è celebre perché fa ingravidare le donne, così come è leggenda la quercia a cui si è impiccato il padre di Damiano e che è tornata a fare foglie dopo dieci anni.

Damiano è un ragazzo scosso da accessi violenti di malessere e segnato da una vitale ansietà: sente la natura, sente il volo delle rondini, il brusio delle api, il rotolio delle stagioni, e sa riconoscere la presenza del Deminio ed il male degli uomini.

Zio vince trama per vendere la proprietà a gente che da lontano e Damiano se li immagina tutti con la faccia demoniaca di Trump che ha visto in televisione.

Damiano sa di dover difendere Villa la Croce, di dover difendere la memoria della sua sgangherata famiglia e la bellezza talora limpida, talora mostruosa e selvatica, della natura in cui è cresciuto accompagnato da incubi, deliri e ventate di struggente dolcezza.

Nonna Adele muore e la prospettiva di vendere si fa sempre più concreta: a quel punto Damiano obbedisce ad un impulso sempre più convinto e quando, ultimi, arrivano “gli olandesi” e provano a farla da padroni, un disegno di riscatto si incide come la ramaglia di un albero, potente e severo, nella sua coscienza.

Damiano Bacciardi: alfiere del bene, vedetta del male, ultimo di una grande dinastia di “idioti” e fuor di squadra, ignaro fratello di Greta Thunberg.

Non basterebbero, in realtà, due soli aggettivi per descrivere il nuovo lavoro dello scrittore Torino.

Giovanni Maria Scupola, LaAV – Lecce

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