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Covid-19: forse il Coronavirus è veramente scappato da un laboratorio cinese.

Emergenza Covid-19 – Il caso ora più probabile: sembra che il virus sia ‘scappato’ dal laboratorio.

Non c’è due senza tre: sabato 29 maggio a Sky tg 24 irrompe la notizia: Emergenza virus – Sospetti di scienziati di Baltimora su origine.

A parlare è il dott. Davide Zella, direttore di ricerca dell’Istituto di biologia umana di Baltimora (Institute of Human Virology – University of Maryland – School of Medicine): «La comunità scientifica ha molti sospetti in questo momento, soprattutto accentuati dal fatto che la Cina non lascia la disponibilità a verificare … ci sono delle modifiche nel genoma che fanno pensare che ci possono essere stati degli interventi umani e non si trovano intermedi naturali o altri virus così simili da dire: “Sì, è questo che è passato dal pipistrello all’uomo”. Quindi in questo momento – anche secondo la mia opinione – il caso più probabile sembra che il virus sia “scappato” dal laboratorio … »

Affermazioni che, quanto meno, avvalorano la legittimità dei quesiti che qui ad Assocarenews abbiamo continuato a proporre, visti gli elementi di singolare coincidenza che via via si sono presentati all’attenzione dell’opinione pubblica (primo fra tutti il servizio giornalistico di “TG3 Leonardo” del 2015); elementi che però sembra necessitino di una guida interpretativa di stampo scientifico, che analizzi tutti gli elementi attualmente a disposizione: avevamo già accennato nel nostro precedente articolo [1] che gli elementi nevralgici, a parte la vicinanza del laboratorio all’epicentro pandemico (che ora si scopre fossero anche più di uno), erano il tempo intercorso dai primi esperimenti e le varianti sviluppatesi nel giro di poco più di un anno a seguito del salto di specie al genere umano; in tal senso così prosegue il dott. Zella: « … Ancora non è la prova regina, però queste modifiche ci sono; il punto focale è che nella stessa città, nella stessa zona c’è un laboratorio che li studia – ce ne sono due veramente di laboratori – e non abbiamo accesso a cosa stanno facendo i due laboratori … quindi il problema è tutto lì: la prova regina è lo scienziato che dice “l’ho modificato ed è scappato” quindi, o il medico che dice: “sì io l’ho visto nel paziente del laboratorio”; la seconda prova è trovare una sequenza nel laboratorio creata dallo scienziato, che abbia quelle modifiche; quindi stiamo comunque aspettando che la politica e l’intelligence facciano le loro indagini e quindi dicano, per quello che è possibile, cosa è successo.»

Nello studio indicato dal virologo Roberto Burioni il 23 maggio a “Che Tempo che Fa”, “The proximal origin of sars cov-2” [2] si legge: «più dati scientifici potrebbero far oscillare l’equilibrio delle prove per favorire un’ipotesi rispetto a un’altra»: cadono pertanto le pur incerte affermazioni di scienziati che in assenza di inequivocabili motivi probatori – sia a favore che contro – escludano categoricamente che il virus che ha scatenato la pandemia sia di origine artificiale.

Accolto che le infezioni da coronavirus hanno solitamente un’origine animale (zoonosi), ma non avevano mai precedentemente causato forme patologiche gravi (coronavirus già esistenti: 229E; OC-43; NL-63 e NKU-1), comincia quindi a prendere più consistenza l’ipotesi che sia stato un virus “anomalo” rispetto a quelli che normalmente si evolvano in condizioni naturali, quello che, seguendo i medesimi “passaggi”, ossia innescando prima i contagi negli animali (il salto di specie da pipistrelli all’uomo è un fenomeno non raro tra i coronavirus, infatti nel 2003 i pipistrelli furono indicati come i serbatoi del coronavirus della SARS (SARS-CoV) e, nel 2012, del virus della MERS (MERS-CoV)), abbia successivamente causato il contagio nell’uomo ma che però, essendo potenzialmente maggiormente dannoso rispetto agli analoghi precedenti, abbia scatenato l’attuale fenomeno pandemico umano; fenomeno che, giusto caso, è partito dalla medesima località (Wuhan, nella provincia cinese di Hubei) ove gli studi sperimentali – ora oggetto di più meritevole attenzione – erano stati in primis avviati.

In definitiva lo studio dell’evoluzione del genoma di SARS-CoV-2 sta finalmente mettendo in luce le caratteristiche genetiche (ormai possiamo dire: probabilmente inizialmente artificialmente modificate) che hanno permesso a questo virus, ennesimamente compiendo il salto di specie infettante l’uomo, di creare il dramma che l’umanità sta vivendo da più di un anno e mezzo.

La comunità scientifica internazionale che rifiuti a priori di indagare su queste eventualità (cfr. la ultima lezione di Burioni a «Che tempo che fa») – che al passare del tempo sembra siano sempre meno eventuali e più reali – o che, timorosa, si rifiuti anche soltanto di esprimersi con franchezza nel merito, compie un atto di correa complicità nell’ostacolare la ricerca sia delle verità, sia delle soluzioni al problema.

Una complicità che esclude Assocarenews: il quotidiano sanitario online che predilige la ricerca tanto delle notizie quanto della verità.

[1] link

[2] link

Dott. Calogero Spada
Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (Bari, 1992), perfezionato in Neuroradiologia (Bari, 2001), Laureato Magistrale (Pavia, 2015), Master II liv. in Direzione e Management (Casamassima – BA, 2017) e di I liv. in Coordinamento (Castellanza – VA, 2011); dal 2017 guest blogger e web writer in sanità.
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