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Coronavirus: la Regione Sardegna rischia di restare presto in ginocchio. Boom di contagi, iniziano i morti. Il Governatore Solinas: Paghiamo il non ascolto delle nostre proposte.

Sardegna in ginocchio: il Coronavirus sta mettendo in forte crisi il sistema sociosanitario sardo e anche quello ospedaliero.

I numeri.

Purtroppo la bellezza del territorio sardo sta venendo duramente colpito. Da un lato i dati epidemiologici non appaiono così gravi: secondo il bollettino di ieri sono 3.396 i casi di positività, a fronte di una popolazione regionale di 1,6 milioni di persone.

Dall’altra emergono le preoccupazioni sanitarie, che comprendono le capacità di presa in carico degli ammalati.

Nella giornata di ieri oltre il 12% dei tamponi è risultato positivo (media nazionale 7,99%) e sono in aumento vertiginoso i ricoveri di bassa e media intensità: 72 negli ultimi 7 giorni.

Sistema Sanitario in sofferenza.

Per quanto il Sistema Sanitario sardo veda al suo interno delle silenziose eccellenze, il trend di crescita preoccupa molto.

Nel sud della sardegna, zona in realtà meno colpita della Regione, i posti di terapia intensiva covid (16 in totale) sono già agli sgoccioli ed i reparti a bassa intensità sono in forte difficoltà.

Attualmente sono 29 i ricoverati in area intensiva, con una media di un ricovero al giorno, già al netto complessivo dei decessi.

Goverantore Solinas: emergenza dovuta anche al Governo, non ci hanno ascoltati.

Intervistato dall’adnkronos, il Governatore Christian Solinas ha dichiarato la sua forte preoccupazione.

“La mia regione sta pagando la riapertura senza limiti, soprattutto in ragione del fatto che nel periodo estivo ha registrato quasi undici milioni di presenze turistiche concentrate in un lasso di tempo particolarmente ridotto”.

Continua poi spiegando che le decisioni politiche centrali hanno chiaramente non preso in considerazione le proposte della Regione Sardegna.

Solinas rivendica la battaglia per il certificato di negatività per chi arrivava nell’isola, fatta la scorsa estate, con lo scontro con Roma.

“Forse ho avuto il torto di proporlo in Italia con troppo in anticipo, ma oggi è chiaro ed evidente a tutti che sarebbe stato un grande vantaggio prevenire quest’ondata di ritorno”.

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