Città Amica dell’Autismo: il grande progetto Autism Friendly!

Città amica dell'Autismo: ci siamo!
Città amica dell'Autismo: ci siamo!

Da un’idea del Comune di Prato nasce il progetto Autism Friendly, per la realizzazione in città di una rete di strutture, negozi e luoghi pubblici in grado di mettere in atto modalità e forme di accoglienza che servono a facilitare la vita quotidiana e a favorire la fruizione di attività e servizi da parte delle persone con autismo e delle loro famiglie, con il fine di promuoverne l’autonomia e l’inserimento nel contesto sociale e ridurne il rischio di isolamento.

Il progetto è diventato realtà a Prato, in Toscana, città che si dimostra ancora una volta sensibile verso i suoi cittadini più bisognosi di attenzioni.

“Ci tengo a fare un ringraziamento sentito a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto che consente a Prato di fare un ulteriore passo in avanti per diventare una città accogliente a tutto tondo” ha esordito il sindaco di Prato Matteo Biffoni. “L’accessibilità è un tema su cui tutte le amministrazioni pubbliche stanno lavorando. Gli interventi di adeguamento per le esigenze dei soggetti con disabilità evidenti li stiamo affrontando nel corso del tempo, ma questa è una disabilità diversa, tante volte quasi invisibile, che però c’è, esiste, ed è quindi giunta ora di prenderla in considerazione e attivarci di conseguenza. Dobbiamo essere preparati a capire le situazioni che ci si potrebbero presentare di fronte, e la nostra città è pronta ad essere accogliente anche in questo tipo di situazione”.

L’Amministrazione comunale è infatti molto attenta a questa tematica e negli ultimi anni ha già promosso diverse iniziative a sostegno nell’ottica di sensibilizzazione dei propri cittadini sul tema. Grazie ad “Autism Friendly”, però, per la prima volta una serie di attori chiave del territorio, pubblici e privati, si riuniscono per dialogare attraverso una serie di incontri di formazione sull’autismo contribuendo a far nascere una rete e a svolgere una importante funzione di diffusione di cultura in merito ad una tematica oggi sempre più diffusa.

È infatti ancora tanta la disinformazione, così come tante continuano ad essere le imprecisioni e i luoghi comuni sul Disturbo Autistico, ufficialmente classificato come un disordine dello sviluppo e non come una malattia. L’autismo inteso come deficit dell’interazione sociale è la condizione specifica di uno spettro di disturbi (spettro autistico) nel quale si includono disturbi in parte diversi tra loro con disabilità molto differenti (presenza o assenza di linguaggio verbale, di ritardo mentale, di disturbi del comportamento, di deficit prassicomotorio, di deficit nelle autonomie personali, e molti altri) definibili come “Disturbi Generalizzati dello Sviluppo”.

“Nella Ausl Toscana Centro sono più di mille i minorenni con disturbi autistici in carico ai Servizi” ha dichiarato Marco Armellini, direttore Area Salute Mentale infanzia e adolescenza “e nella popolazione generale una persona su cento presenta questo tipo di problema. L’Azienda ha un impegno speciale nei confronti dei disturbi autistici e oggi è una grande soddisfazione vedere l’adesione straordinaria della città di Prato a Autism Friendly. Ai corsi di formazione che abbiamo tenuto in questa prima fase hanno aderito 50 esercenti di Prato. Una risposta importante”.

Spesso l’autismo viene definito la disabilità invisibile e non sempre è possibile riconoscere chi ne è affetto, tanto che in occasioni di quotidianità può capitare che si vadano a creare situazioni di disagio sia per le famiglie che per i commercianti o gli altri interlocutori coinvolti. Una chiara informazione e un’adeguata formazione oltre a piccoli adattamenti dell’ambiente possono fare una grande differenza ed è proprio questo l’obiettivo principale del progetto.

Il Comune non è solo capofila tra i soggetti aderenti ma anche soggetto attivo attraverso alcuni dei propri servizi e spazi pubblici. In particolare gli uffici dell’Urp e dell’Anagrafe, che ricevono abitualmente migliaia di utenti ogni anno, sono inclusi nel percorso formativo per preparare il proprio personale all’accoglienza delle persone affette da autismo.

Il progetto si articola principalmente in quattro fasi: una prima fase che vede la creazione di una rete di esercizi commerciali e luoghi privati o pubblici dove si adotteranno modalità e misure atte a favorire la fruizione e l’accoglienza delle persone con Disturbo Autistico; una seconda fase che prevede la realizzazione di un percorso formativo, a cura della Fondazione Onlus Opera S. Rita, volto a dotare il personale di esercizi, servizi ed attività aderenti di un livello base di conoscenze sul comportamento da adottare nell’accoglienza e delle misure di adeguamento degli ambienti fisici; una terza fase che prevede la creazione di un kit (composto dal logo Prato Autism Friendly da esporre fuori dall’attività, da un cartello con adesivo da esporre dentro all’attività e da un vademecum formativo sui comportamenti corretti da seguire in caso di accoglienza di un soggetto autistico) da consegnare a tutte le attività aderenti al progetto in modo che questi possano esporlo nei propri esercizi ed essere riconoscibili come testimonianza di un’accoglienza consapevole e “preparata”. Infine, una quarta fase che prevede la creazione di una mappa speciale della città di Prato che evidenzi e identifichi gli esercizi dove è possibile garantire un set minimo di modalità e condizioni favorenti l’accoglienza e la fruizione da parte di persone con autismo.

Sono 47 gli esercizi privati che hanno aderito e svolto la formazione e a breve partirà un altro ciclo di formazione dedicata agli albergatori, ad alcuni uffici pubblici (Urp e Anagrafe) e ai musei cittadini. Volutamente sono stati identificati servizi e spazi pubblici che registrano una grande e costante affluenza di persone e dove si svolgono funzioni rilevanti fra cui orientamento e primo accesso ai servizi di Comune, Provincia, Prefettura e Usl, pratiche anagrafiche, servizi bibliotecari, per facilitare le persone autistiche in questi ambiti di rilevante utilità pubblica. Una città vivibile e migliore passa dalla capacità di tutti di fare sinergia eliminando ogni tipo di barriera, soprattutto mentale.

 

Fonte: Comunicato Stampa USL Toscana Centro

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