Ambulanza sequestrata a Napoli: non era assicurata. E nel resto d’Italia?

Ambulanza sequestrata a Napoli: non era assicurata. E nel resto d'Italia?
Ambulanza sequestrata a Napoli: non era assicurata. E nel resto d'Italia?

Sicuro che chi trasporta i pazienti sia sempre in regola?

Sequestrata a Napoli dai vigili urbani una Ambulanza parcheggiata presso l’Ospedale del Mare. Era sprovvista di assicurazione obbligatoria e stava per effettuare il trasporto di un paziente. Sul caso si registra l’immediata presa di posizione del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che denuncia la presenza di mezzi non assicurati in varie parti della Campania, lanciando il sospetto che ce ne siano ulteriori in altre regioni italiane. Chi nel Servizio Sanitario Nazionale e Regionale è preposto al controllo cosa fa?

Borrelli, che è anche componente della Commissione Sanità della Regione Campania, ha comunicato ai giornali che “ripetutamente abbiamo denunciato la presenza di estranei e faccendieri all’interno degli ospedali napoletani. Vale a dire una pletora di personaggi e società private che a vario titolo, senza avere né requisiti né competenze, traffica all’interno dei nosocomi cittadini.  Ulteriore conferma arriva dall’episodio verificatosi all’interno del parcheggio dell’Ospedale del Mare, quando l’ambulanza di una società privata, in procinto di effettuare il trasporto di un paziente, è stata sequestrata dalla polizia stradale in seguito ad un controllo perché risultata sprovvista di assicurazione. Chi non ha i requisiti amministrativi e sanitari stia fuori dagli ospedali, bonificare i nosocomi dai cialtroni”.

Sul caso si registra anche l’intervento di Guido Bourelly, amministratore delegato di Bourelly Health Service, che parla dell’assenza di “regolamentazione” in materia: “occorre un accreditamento all’Asl. Vale a dire creare un albo a cui si iscrivono tutte le società dimostrando di avere pienamente le carte in regola”. Sarà ascoltato?

La questione delle ambulanze non assicurate non è nuova in Campania, ma come imbeccava Borrelli, potrebbe interessare varie realtà d’Italia. Per cui non sarebbe meglio per il Ministero della Salute e per il ministro Giulia Grillo verificare cosa accade a livello nazionale? Ricordiamoci che questi mezzi trasportano persone, il più delle volte in cattiva salute, e che in caso di incidente stradale (non raro) devono essere messi nelle condizioni di essere risarciti.

Una domanda ci viene spontanea: come fanno autisti, infermieri e medici a lavorare su mezzi non assicurati? Non si sono mai chiesti che possono fare del male ai loro assistiti?

Se sapete di ambulanze non assicurate scrivete pure a redazione@assocarenews.it. Denunceremo il tutto attraverso i nostri canali mediatici!

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