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Cina, India e altre economie emergenti di paesi in via di sviluppo stanno stupendo il mondo occidentale: usano sempre meno petrolio favorendo l’elettrico.

Sempre meno Petrolio e sempre più trasporti elettrici.

E’ questo il risultato di un’indagine condotta dall’indipendente Carbon Tracker, la famosa think tank no profit che ricerca l’impatto dei cambiamenti climatici sui mercati finanziari.

Il rapporto, intitolato “Niente da perdere tranne le tue catene, il balzo del trasporto sui mercati emergenti” ha raccolto e analizzato i dati dell’evoluzione del trasporto in paesi come Cina, India e altre economie emergenti del sud-est asiatico e Africa.

Se da un lato il mondo occidentale si sta molto lentamente muovendo verso l’abbandono dell’uso di combustibili carbonfossili, dall’altro troviamo questi paesi che di questa necessità ne hanno fatto una strategia.

E questo nonostante la Cina, ad esempio, sia al 5° posto tra i paesi produttori di petrolio di tutto il mondo.

La strategia è chiara e parte da alcune semplici considerazioni:

  1. il petrolio costa troppo sia nella fase estrattiva che nella fase di raffinazione e di trasporto.
  2. la vastità e le tipologie di territorio permettono a questi paesi fonti energetiche rinnovabili quantitativamente e qualitativamente imbattibili.
  3. prima o poi il petrolio finirà e nessuno sa quando.

Considerazioni che qualunque governo è in grado di fare, a patto di avere la mente libera dai bisbigli delle compagnie petrolifere e interessi affini.

Per dovere di cronaca è giusto sottolineare come questo taglio progettato e attuato da questi Paesi nasca probabilmente più dalle necessità economiche che ambientalistiche.

Nel dossier di Carbon Tracker viene evidenziato nello specifico come nel 2030 questo andamento taglierà il 70% della richiesta di Petrolio di questi paesi.

Infatti le importazioni di petrolio costano ad oggi l’1,5% del Pil alla Cina e il 2,6% del Pil all’India.

Effetti sul mondo occidentale.

Le scelte di questi paesi genera però un accrescimento del bisogno di sistemi di trasporto elettrico da parte dei mercati di tutto il mondo.

Infatti la produzione massiccia di motori elettrici e di sistemi di produzione di elettricità da fonti rinnovabili (scelte sempre per logiche di spesa), porta ad un’abbassamento del prezzo dei prodotti finiti immessi su mercato globale.

Trascinando realtà occidentali a tener testa alla competitività di mercato, con conseguente abbassamento dei prezzi. Ma anche e sopratutto a investimenti nella ricerca e nell’ottimizzazione produttiva.

Insomma per una volta probabilmente le scelte economiche favoriranno l’ambiente. Meglio tardi che mai.

Leggi il Dossier “Niente da perdere tranne le tue catene, il balzo del trasporto sui mercati emergenti“.

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