Papiro Ebers: manuale di medicina dell’antico Egitto.

Papiro Ebers: compendio di 876 rimedi in cui vengono descritte non solo le malattie, ma anche i sintomi, le diagnosi e le prescrizioni da seguire.

Deve il suo nome a Georg Ebers, egittologo tedesco che lo acquistò a Tebe nel 1873-1874.
Si presenta come un rotolo di papiro lungo 20 metri ed alto 20 centimetri, suddiviso in un centinaio di pagine e scritte in ieratico, la forma corsiva del geroglifico. Sul retro riporta la seguente datazione: festa dell’anno nuovo, 3º mese di shmu, 9º giorno, levata di Sodpu, 9º anno di regno di Amenhotep I.

In base all’indicazione di questo evento astronomico si hanno varie ipotesi di datazione: le più accreditate si collocano a cavallo del 1550 a.C. e il 1530 a.C..
Attualmente è conservato presso la biblioteca dell’Università di Lipsia, in Germania.
Nonostante il continuo riferimento alla magia e alla superstizione, il papiro che al tempo si possedeva già una vasta cultura medica, stimolata dall’osservazione e dalla pratica empirica.

Il cuore era già considerato come il centro della circolazione sanguigna, ma non solo: esso era responsabile della distribuzione di tutti i fluidi prodotti dall’organismo: sangue, sudore, urina e sperma.
I disordini mentali, come alcune forme di depressione o di demenza, erano trattati alla stregua dei disturbi fisici, perché asseribili alle stesse cause.

Alcuni trattati contenuti nel papiro trattano di ginecologia, in particolare contraccezione e gravidanze, di parassiti intestinali, di problemi oculistici e dentistici, sul trattamento chirurgico degli ascessi e dei tumori, sulle fratture ossee e sulle ustioni, mentre erano del tutto sconosciute le funzioni renali.

Potrebbe interessarti...