Galeno, anatomia e fisiologia ai tempi di Roma

Galeno, medico visionario ai tempi di Roma

Protagonista di primo piano della storia della medicina

Galèno fu un grande medico e filosofo. Originario di Pergamo, l’attuale città turca Bergama, fu avviato agli studi di medicina dal padre.

Ma si cosa studiava a quel tempo per diventare medici?

All’anatomia era affiancata l’analisi e il commento dei testi della medicina ippocratica, di cui abbiamo già parlato in una articolo precedente.

Galeno, in particolare, approfondì le sue conoscenze anatomiche e chirurgiche come medico dei gladiatori.

Nel 162 si trasferì a Roma, dove le tre principali scuole di medicina attive erano:

  • l’empirica;
  • la dogmatica;
  • la metodica.

Grazie alle sue competenze riuscì ad emergere, acquisendo credito presso i ceti più alti della società imperiale: divenne medico personale di Marco Aurelio e del figlio Commodo.

Oltre ad una solida preparazione di cultura generale, i suoi punti di forza erano la profonda conoscenza dell’anatomia e la competenza ippocratica  applicata alla prognostica.

Durante i suoi studi fu ispirato dal rigore dimostrativo della geometria euclidea per formulare una riorganizzazione unitaria della medicina.

Per Galeno il corpo era costituito dai quattro elementi, gli stessi umori propri della tradizione ippocratica (sangue, flegma, bile gialla o nera), discriminanti dei vari temperamenti:

  • caldo e umido , ovvero sanguigno;
  • freddo e umido, ovvero flemmatico;
  • caldo e secco, ovvero collerico;
  • freddo e secco, ovvero melancolico.

Ogni temperamento era caratterizzato da  un proprio quadro patologico.

I suoi anni di studio presso il Museo di Alessandria, precedenti al suo trasferimento a Roma, lo portarono ad approfondire i tre grandi sistemi anatomo-fisiologici:

  • nervoso;
  • venoso;

Ma queste conoscenze corrispondevano a quella che è la realtà attuale?

Nel sistema nervoso, i nervi erano connessi al cervello e al midollo spinale e contenevano un fluido, pneuma psichico, prodotto a partire dall’aria inspirata. I nervi erano divisi in più categorie:

  • nervi sensori, contenenti  il pneuma veicolo dell’adduzione al cervello degli stimoli percettivi provenienti dall’esterno;
  • nervi motori, contenenti viceversa il pneuma veicolo degli ordini razionali del  movimento volontario.

Era il cervello la sede delle funzioni psichiche superiori, dunque della parte razionale dell’anima.

Il sistema venoso, composto dal cuore e dalle arterie, conteneva pneuma vitale, responsabile delle funzioni involontarie necessarie alla vita dell’organismo (es: la digestione) e connesso a fenomeni emotivi di tipo passionale (es: collera, paura). Nelle arterie circola anche sangue che però svolge la sola funzione di alimentare la tunica dei vasi.

In tutta la medicina antica è assente, infatti, l’idea di una circolazione venoso-arteriale del sangue.

Riguardo al sistema arterioso, il fegato era considerato il principio delle vene e del sangue in esse contenuto.

Galeno considerava dunque:

  • il cervello, come sede dell’anima razionale, per il suo rapporto con i nervi;
  • il cuore, come sede della parte emotiva e passionale dell’anima, per il suo rapporto con il calore e il pneuma vitale;
  • il fegato infine, come sede dell’anima nutritiva e riproduttiva e diretto responsabile desideri alimentari e sessuali, per il suo rapporto con il sangue.

Galeno è conosciuto anche per l’impiego del Galenos, una miscela  di alcol ed oppio che aveva effetti analgesici sulla maggior parte dei mali. Questo preparato aveva però effetti collaterali molto gravi, fra i quali la dipendenza da sostanze oppiacee, di cui fu vittima lo stesso imperatore Marco Aurelio.

Nonostante questo, la sua opera ha rappresentato per molti secoli uno dei più importanti lasciti dell’antichità classica, che fino al Cinquecento può dirsi punto di riferimento del sistema del sapere sulla natura vivente.

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