Sciopero Infermieri: il Governo e il PD hanno paura e convocano sindacati

Il Governo Gentiloni cerca di bloccare lo sciopero degli Infermieri convocando i sindacati. Manifestazione del 23 febbraio 2018 confermata!
Il Governo Gentiloni cerca di bloccare lo sciopero degli Infermieri convocando i sindacati. Manifestazione del 23 febbraio 2018 confermata!

Il Governo Gentiloni e il Partito Democratico hanno seriamente paura degli Infermieri e dello sciopero convocato per il 23 febbraio 2018 dai sindacati Nursing Up e Nursind. Alla protesta si si sono uniti, come noto, qualche giorno fa anche la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche e quasi tutti gli Ordini Provinciali degli Infermieri che in massa dicono basta alle bugie dei politici e della politica.

Nursing Up e Nursing, assieme a tutti gli altri sindacati, sono stati convocati per il 22 febbraio 2018 presso l’ARAN per tentare di trovare un accordo il Contratto di Lavoro. Accordo che, ben si sa, sta bene solo alla triplice sindacale e non ai sindacati infermieristici che parlano apertamente di tentativo di imbavagliare la protesta.

Per la prima volta nella storia infermieristica italiana l’Ente che ci rappresenta (la FNOPI, ex-IPASVI) scende in campo al fianco degli Infermieri della base per chiedere nuovi contratti di lavoro, aumento degli stipendi, riconoscimento delle nuove competenze e della dignità professionale della categoria.

Il PD, è ovvio, ha paura della protesta di piazza e sta in tutti i modi tentando di boicottarla. 

Anche il sindacato FIALS dice no alla convocazione dell’ARAN e chiede più serietà al Governo Gentiloni perché gli Infermieri sono ormai stufi di promesse mai mantenute.

I sindacati Infermieristici confermano lo sciopero del 23 febbraio: “trattativa beffa!”

Nursing Up e Nursind parlano di tentativo di imbavagliare e continuare a prendere in giro gli Infermieri Italiani. In due distinti dichiarazioni rilasciate al Sole 24 ore – Sanità, i segretari generali Antonio De Palma e Andrea Bottega confermano lo sciopero.

«La convocazione all’Aran arriva puntuale proprio per il giorno prima dello sciopero nazionale – dichiara il presidente Nursing Up, Antonio De Palma – che abbiamo proclamato il 23 febbraio e nel pieno della mobilitazione che vede l’adesione massiccia della categoria che aspetta da 10 anni non solo un contratto, ma anche modifiche sostanziali delle condizioni di lavoro disagiate e penalizzanti». Già partita la chiamata a raccolta degli infermieri di Bari, Milano, Firenze, Latina e delle altre province che si stanno organizzando per arrivare a Roma la mattina del 23.

Insomma non basta il “contratto subito”, ma un contratto dignitoso. «È una beffa, non c’è stata nessuna trattativa reale. Le nostre obiezioni e proposte non sono mai state discusse realmente. Tutto deciso sulle teste dei lavoratori. Se il Governo pensa di chiudere il contratto – conclude De Palma – mettendo sul piatto un aumento che doveva essere il punto di partenza della discussione, si sbaglia di grosso: è in ballo la dignità dei lavoratori».

Stessa insoddisfazione per il Nursind: «Nel prendere atto che le Regioni hanno deliberato l’atto di Indirizzo che finanzia il 2018 (per arrivare al 3,48% del monte salari come per i dipendenti statali) con le risorse economiche stabilite dall’accordo del 30 novembre 2016 da noi non sottoscritto » tuona in una nota il segretario nazionale, Andrea Bottega «non è pretestuoso ribadire che tali risorse siano poca cosa rispetto alla perdita di acquisto del salario avvenuto in questi 10 anni di blocco e rispetto a ciò che viene chiesto in cambio alla categoria».

Ma perché è stato convocato lo sciopero e perché le ragioni della protesta sono ancora in piedi?

L’appuntamento per Infermieri e Professioni Sanitarie è fissato in piazza Santi Apostoli a Roma «per dire di no al definanziamento del Fondo sanitario nazionale e a un contratto che i lavoratori sentono peggiore dell’attuale» dicono all’unisono i sindacati .

AssoCare.it conferma la sua adesione alla protesta

Anche AssoCare.it, l’Associazione Nazionale Infermieri esperti di Formazione e di Informazione, conferma la sua presenza allo sciopero generale del 23 febbraio 2018 e invita gli Infermieri e gli Infermieri Pediatrici a scendere in massa in piazza per fare sentire alta la voce del dissenso. “La Politica e i Politici ci prendono ancora in giro, noi invitiamo i colleghi a non votare i partiti di governo e quelli affini alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 e a scegliere l’alternativa!” – conclude Gioacchino Costa, presidente del sodalizio.

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