Reanna Simsig è l’Infermiera dell’anno a Trieste, con lei altre due donne sul podio!

Reanna Simsig è l'Infermiera dell'anno a Trieste, con lei altre due donne sul podio!
Reanna Simsig è l'Infermiera dell'anno a Trieste, con lei altre due donne sul podio!

L’Ordine degli Infermieri di Trieste ha premiato gli Infermieri dell’anno. Sul podio sono finite ben tre donne: al primo posto Reanna Simsig, al secondo Andreja Troha, al terzo Ursula Manzon. Il riconoscimento, come noto, è arrivato alla sua quinta edizione ed è dedicato alla collega Valentina Sossi, deceduta prematuramente nel 2013. A presiedere la premiazione il presidente dell’OPI triestino Flavio Paoletti.

“Reanna è stata premiata per la sua capacità di coniugare l’empatia alla professionalità – spiega Paoletti – mediante una visione olistica dell’Assistito è riuscita a dimostrare che il Paziente necessita di cure più appropriate, ma anche di un legame umano e personale da costruire con l’Infermiere, che ha lo scopo di prenderlo in carico”.

Chi è la vincitrice?

Simsig è diventata Infermiera nel 1993. Negli ultimi 25 anni ha lavorato in vari reparti: in Seconda chirurgica all’Ospedale Maggiore fino al ’97, quindi in dialisi fino al 2010 e in seguito 3 anni al Dipartimento delle dipendenze. Dal 2011 è operativa al Distretto 3, dapprima in Assistenza Domiciliare e poi in Microarea dove attualmente é referente a Giarizzole.

“Quella dell’infermiere è una professione che schiude una forte opportunità di crescita personale – ha riferito la Simsig – soprattutto se si approcciano gli assistiti in chiave olistica. Del nostro lavoro apprezzo l’autonomia e il sapersi muovere in équipe fra le diverse figure professionali per ottimizzare la presa in carico del paziente.

“L’infermiere è una professione che concede margini di autonomia, ma che richiede anche un solido lavoro di squadra per ottimizzare i risultati del “take care” – ha aggiunto la vincitrice – Punto centrale è la capacità di costruire relazioni, perché la visione sanitaria sia adeguata al contesto in cui si erogano le cure”.

La targa che la riconosce come “Infermiere dell’anno” 2018 è stata consegnata dal presidente dell’OPI trieste Flavio Paoletti al culmine della annuale Serata estiva di solidarietà come sempre di scena alle Terrazze a Grignano.

Chi sono le altre due premiate?

Al secondo posto si è posizionata Andreja Troha. Dal 2008 presta la sua opera in Nefrologia – Dialisi. Dal 1992 al 2008 ha lavorato in Terza Medica. Attualmente coltiva un legame stabile e diretto con gli assistiti dializzati che incontra tre volte alla settimana e che diventano “persone di famiglia”. Contribuisce anche con la vicinanza umana a rendere più sopportabile il periodo della malattia: ed essendo a contatto con patologie severe coltiva una forte vicinanza anche con i familiari.

Andreja Troha.
Andreja Troha.

 

Al terzo Ursula Manzon, la più giovane dal punto di vista professionale. Da poco operativa in terapia intensiva neonatale all’Ospedale Burlo Garofalo. Laureata nel 2014, ha fatto esperienza come infermiera per tre mesi in Madagascar. Rientrata a Trieste ha lavorato presso la cooperativa di assistenza infermieristica TPS seguendo a domicilio giovani pazienti in contesti di intensità assistenziale, coltivando con gli assistiti e le famiglie un profondo legame umano e professionale. A lei è andata una menzione speciale.

Ursula Manzon.
Ursula Manzon.

Tutto pronto per il bando OPI per Trieste dedicato alle associazioni più meritevoli

Nel corso della serata il presidente Flavio Paoletti ha annunciato il nuovo bando “OPI per Trieste” 2018 che andrà all’associazione del territorio più meritevole per un progetto di forte impatto socio-sanitario: il bando sarà online dal prossimo autunno e la proclamazione è prevista nella prima assemblea 2019 degli iscritti Opi. 

“Sono 2300 circa gli infermieri attualmente iscritti all’Ordine OPI nell’area di Trieste – ha ricordato Paoletti – Il Premio Sossi, così come il bando per le associazioni impegnate a favore della comunità, nasce da questo presupposto: coltivare il dialogo con i cittadin nel segno della salute e del rapporto che gli infermieri instaurano con le persone prese in carico“.

E’ questo un momento per gioire per la nostra professione e per tre colleghe che nel Triestino stanno facendo la differenza e si stanno facendo apprezzare per la loro bontà d’animo e soprattutto per la loro estrema professionalità. Brave!

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