Rapporto GIMBE 2018: come sostenere il Servizio Sanitario Nazionale?

Rapporto GIMBE 2018: come sostenere il Servizio Sanitario Nazionale?
Rapporto GIMBE 2018: come sostenere il Servizio Sanitario Nazionale?

Tutto pronto a Roma per il 3° Rapporto della Fondazione GIMBE che quest’anno verterà ancora una volta sulla Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. L’appuntamento, come comunica in una nota il presidente Nino Cartabellotta, si terrà nella Capitale il prossimo 5 giungo 2018 dalle ore 10.30 alle ore 13.30.

Ad ospitare l’evento la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva presso il Senato della Repubblica (Piazza della Minerva, 38).

Il Rapporto analizzerà le criticità che condizionano la sostenibilità della sanità pubblica, rivaluta la “prognosi” del SSN al 2025 e propone un vero e proprio “piano di salvataggio”. Inoltre, riporta i risultati delle azioni di monitoraggio dell’Osservatorio GIMBE: dal progressivo definanziamento 2010-2018 alla progressiva retrocessione del nostro servizio sanitario nelle classifiche internazionali, dalle criticità per l’attuazione dei nuovi livelli essenziali di assistenza agli sprechi e inefficienze. Infine, analizza i rischi concreti di privatizzazione del SSN, conseguenti anche all’espansione incontrollata del “secondo pilastro”.

In sintesi, spiega Cartabellotta sulle pagine de Il Sole 24 ore Sanità: “La crisi di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) negli ultimi anni è stata oggetto di analisi, studi e rapporti mirati ad identificarne le determinanti e proporre le possibili soluzioni. Se il definanziamento rappresenta ormai una costante irreversibile e vani sono stati gli sforzi per ridurre gli sprechi in sanità, la proposta più gettonata per ridare ossigeno al sistema è quella di potenziare il ‘secondo pilastro’, ovvero attingere a risorse da ‘terzi paganti’. Questa soluzione si è prepotentemente fatta largo per una serie di fattori: innanzitutto, attorno al concetto di ‘sanità integrativa’ oggi ruota una variopinta terminologia che rende sempre più difficile la comprensione di un tema già ostico; in secondo luogo, la normativa stratificatasi negli anni ha creato un impianto legislativo estremamente frammentato che ha permesso alla sanità ‘integrativa’ di diventare gradualmente ‘sostitutiva’; infine, la martellante campagna di un assioma basato su criticità apparentemente correlate: lo Stato investe sempre meno in sanità e di conseguenza la spesa out-of-pocket aumenta, quindi cresce il numero dei cittadini con difficoltà di accesso a servizi e prestazioni sanitarie, sino a rinunciare alle cure per problemi economici.”

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