Privatizzazione Barellamento Imola: OSS a rischio licenziamento

Oss a rischio licenziamento a Imola per privatizzazione servizio barcollamento. Protesta la FIALS.
Oss a rischio licenziamento a Imola per privatizzazione servizio barcollamento. Protesta la FIALS.

La FIALS, Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità di Bologna e Imola, sigla sindacale maggiormente rappresentativa a livello nazionale e firmataria del CCNL, aderente alla Confederazione Sindacale CONFSAL che conta sull’intero territorio nazionale oltre 1.000.000 di iscritti e nella sola Provincia di Bologna oltre 2.000 iscritti confermandosi il primo sindacato rappresentativo dei lavoratori della sanita’ provinciale, denuncia ancora una volta le azioni maldestre di codesta amministrazione, la quale permette la privatizzazione di un servizio efficiente negando le assunzioni a decine di lavoratori che da anni prestano servizio all’interno dell AUSL.

A riferirlo è Alfredo Sepe, segretario provinciale di Imola e Bologna della Fials e volto noto tra gli Infermieri e i Professionisti Sanitari sul web.

Sepe parla di numerose criticità e in particolare della decadenza della graduatoria OSS (Operatore Socio Sanitario) dell’Ausl Imola, oltre a mettere a rischio la stabilità di decine di famiglie imolesi (27 operatori lasciati fuori) ha visto ed entro aprile vedra’ lasciare il servizio per decadenza dei termini contrattuali a personale esperto e preparato che da anni oramai svolge la propria mansione egregiamente all’interno dell’Azienda Sanitaria Imolese e in particolare all’interno del servizio “barellamento” del trasporto infermi. Servizio che prevede il trasporto di materiale sanitario e distribuzione dei farmaci, il trasporto dei pazienti da reparto a reparto, da pronto soccorso a reparto assegnato, oltre a numerose operazioni ausiliarie in ambito sanitario, che ad aprile dovrebbe acquisire nuova vita essendo privatizzato a cooperative esterne. Un servizio di alta qualità erogato dagli operatori Assistenziali e Sanitari che non ha mai presentato, in termini di bilancio, costi del lavoro così elevati da costringere l’ Amministrazioni del passato a cedere al privato il servizio offerto ai cittadini.

“Ora ci chiediamo se l’appalto, in termini di numero di personale e di qualità delle prestazioni, sarà all’altezza del servizio precedente. Al momento non ci è dato saperlo, rimane il dubbio che possano esserci con l’esternalizzazione nuove immissioni in servizio di personale laico, non sanitario, con una ripercussione notevole sulle prestazioni da garantire ai cittadini, oltre al caos che puo’ generarsi nei reparti e nei servizi che usufruiscono attualmente dell’attività di barellamento, i quali dovranno compensare le attività assistenziali del caso” – spiega Sepe.

“Le innumerevoli riorganizzazioni interne dell’ultimo anno, tra cui lo spostamento del DH Medico con i relativi ambulatori nell’area dove stanziava un avolta il reparto di ORL (Otorino), sta creando non pochi problemi agli operatori in questione. Nello specifico si riscontrano difficoltà nel passare con il letto di degenza dall’ascensore predisposto per il raggiungimento dei locali dove l’utenza effettua esami medici diagnostici (ecografie visite specialistiche, ecc.) – aggiunge il segretario provinciale della Fials – l’Amministrazione per ovviare a tale problema, segnalatoci dai lavoratori, ha pensato bene di utilizzare due operatori, uno per il trasporto effettivo e un secondo per lo smontaggio delle spondine di sicurezza del letto, per permettere allo stesso di entrare nel locale ascensore negando così le basilari norme sulla sicurezza al paziente e soprattutto mettendo a rischio ancora una volta l’operato dei professionisti. Lo spazio fisico dov’era collocato il vecchio DH Medico ci risulta ancora vuoto nonostante siano passati diversi mesi dalla riorganizzazione, ci chiediamo perche’? L’appalto impatterà anche sui lavoratori del servizio barellamento con contratto a tempo indeterminato tenuti all’oscuro dall’Azienda su tematiche importanti in termini di nuova organizzazione del servizio, ferie estive e ricollocazione logistica/strutturale.”

“Se l’Azienda USL non rivede l’appalto siamo pronti ad intraprendere un contenzioso legale anche in nome e per conto degli operatori a cui non verrà rinnovato il contratto, ( in considerazione della nuova sentenza della cassazione che si è pronunciato su una pratica consolidata e ritenuta finora lecita. ASL e ospedali hanno sempre sopperito la necessità di figure professionali come infermieri, OSS e ausiliari e anche amministrativi avvalendosi del supporto a ditte esterne, soprattutto cooperative, non può essere più una pratica consolidata)” – conclude Sepe.

La FIALS ha da sempre contestato le riduzioni dei fondi in sanità, dettati da necessità di risparmio, che si ripercuotono inesorabilmente sulla pelle dei cittadini e sui lavoratori e le lavoratrici.

Il sindacato delle autonomie locali e sanità ricorda che la riduzione della spesa andrebbe effettuata sulle politiche degli appalti e delle esternalizzazione dei servizi, vera fonte di sperpero e di cattiva gestione.

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