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Transaminasi epatiche alte in donne gravide e infette da Covid-19. Ricerca internazionale di Nkeih e Sisti.

Come sono correlate le transaminasi alte con il Covid-19 nelle donne gravide? Ecco uno studio in merito condotto dalle ricercatrici Nkeih e Sisti.

La pandemia della malattia da Coronavirus (COVID-19) è causata da questo virus che provoca una sindrome respiratoria acuta grave e si è diffusa in tutto il mondo con una velocità di trasmissione allarmante. La SARS-CoV-2 di solito attacca i polmoni causando un’ampia gamma di sintomi che vanno dalla dispnea lieve a una grave mancanza di respiro che richiede intubazione.

Cosa sono le transaminasi.

Le Transaminasi, chiamate anche Aminotransferasi, sono un gruppo di enzimi che catalizza il trasferimento del gruppo amminico (―NH2) di un amminoacido a un composto carbonilico, comunemente un a-chetoacido (un acido con la formula generale RCOCOOH).

Il fegato, ad esempio, contiene transaminasi specifiche per il trasferimento di un gruppo amminico dall’acido glutammico agli a-cheto acidi che corrispondono alla maggior parte degli altri amminoacidi.

Altre transaminasi catalizzano reazioni in cui un gruppo amminico viene trasferito dall’acido glutammico ad altri composti, ad esempio ad aldeidi per formare ammine.

La transaminazione è uno dei principali meccanismi per la formazione degli amminoacidi necessari nel metabolismo delle proteine.

La vitamina B6 è comunemente coinvolta nell’azione delle transaminasi.

Indagini diagnostiche.

La misurazione delle transaminasi è principalmente utilizzata in ambito medico per la valutazione di eventuali problemi di funzionalità epatica e muscolare.

Quando ci si trova di fronte ad un danno cellulare le transaminasi tendono ad abbandonare le cellule riversandosi nel flusso ematico e aumentando la loro concentrazione nel sangue.

Ecco perché la valutazione delle transaminasi mediante esami di laboratorio svela lo stato di permeabilità della membrana cellulare. Normalmente quando non vi è alcun danno alle cellule le le transaminasi restano all’interno delle stesse. Al contrario, quando il danno è in essere ed è causato ad esempio da virus, agenti tossici, agenti iatrogeni, ecc., la membrana cellulare mostrerà un innalzamenti lieve o moderato della sua permeabilità rispetto alla norma.

Quando la cellula muore la permeabilità aumenterà sensibilmente. In questo caso la cellula riversa al suo esterno tutto il suo contenuto.

Va da sé pensare da quanto detto finora che se si registrano aumenti di concentrazione plasmatica delle transaminasi significa che è in essere una sofferenza cellulare. Se i valori sono eccessivi ci si può trovare di fronte ad una necrosi.

Quante transaminasi conosciamo nel mondo clinico?

Essenzialmente due:

  • Glutammato-ossalacetato transaminasi GOT, conosciuta anche col nome di aspartato aminotransferasi AST (si trova essenzialmente nel miocardio, nella muscolatura scheletrica, nel rene, nell’encefalo e nel fegato)
  • Glutammato-piruvato transaminasi GPT, detta anche alanina aminotransferasi ALT (si trova nelle cellule del Fegato).

Valori di riferimento delle transaminasi

In cosa consiste il dosaggio delle transaminasi in laboratorio? Si tratta di un normale prelievo ematico da vena periferica. Esso ha la finalità di valutare lo stato di salute degli organi all’interno delle quali sono maggiormente concentrate.

In base al sesso e all’età i valori di transaminasi nel sangue possono variare.

Di seguito i valori generali.

ALT:

  • Uomini: 7–55 Ul;
  • Donne: 7–45 Ul.

AST;

  • Uomini 1-13 anni: 8–60 Ul;
  • Uomini adulti: 8–48 Ul;
  • Donne 1-13 anni: 8–50 Ul;
  • Donne adulte: 8 – 43 Ul.

Da registrare che un aumento delle transaminasi non significa che il Paziente ha obbligatoriamente una patologia del Fegato. Ad esempio, può anche riguardare lesioni ad organi diversi rispetto quello epatico.

Gravidanza, transaminasi e Covid-19.

L’aumento delle transaminasi epatiche nel siero dei pazienti è stato notato sul 53% degli assistiti positivi per COVID-19.

I meccanismi patogeni sottostanti del virus sulle cellule epatiche non sono chiari e sono attualmente disponibili solo poche ipotesi.

I dati sul COVID-19 nelle donne incinte sono carenti e la gestione delle donne incinte COVID-19 è impegnativa. Un aumento delle transaminasi durante le gravidanze infettate da SARS-CoV-2 non è mai stato descritto prima.

Lo studio ha riguardato il caso di una paziente di 29 anni a 38 settimane di gestazione COVID-19 positivo con transaminasi elevate.

La Paziente ha mostrato una progressiva diminuzione delle transaminasi dopo il parto. Sono stati forniti dettagli sull’andamento delle transaminasi giornaliere, la terapia utilizzata e gli esiti materno / neonatali.

Al termine della ricerca è stato ipotizzato che caso specifico il parto del feto abbia contribuito alla normalizzazione degli enzimi epatici.

Nei pazienti affetti da COVID-19, a termine della gestazione, con transaminasi elevate, il parto del feto è un’opzione interessante.

Se confermata da studi più ampi, la nostra proposta di gestione potrebbe essere incorporata nelle linee guida per la gestione ostetrica per i pazienti positivi per COVID-19.

Chi sono gli autori.

Claudia Nkeih
Department of Obstetrics and Gynecology, St. John’s Episcopal Hospital, Far Rockaway, NY 11692, USA

Giovanni Sisti
Department of Obstetrics and Gynecology, New York Health and Hospitals/Lincoln, Bronx, 10451, NY USA

Per saperne di più sullo studio: LINK.

Redazione AssoCareNews.it
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