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Sono ben 18 i casi accertati di scabbia nell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia. E ora Medici e Infermieri lanciano l’allarme. L’AUSL interviene mettendo sotto osservazione gli infetti.

La Direzione Sanitaria dell’Azienda USL IRCCS informa che procede la stretta sorveglianza sanitaria sui contatti dei casi di scabbia accertati nei giorni scorsi nel Reparto di Medicina II dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Lo riferisce in un apposito servizio Il Resto del Carlino. Medici e Infermieri lanciano l’allarme: “tutti a rischio inferzione, sia pazienti, sia parenti, sia opertatori sanitari, in special modo di OSS che sono a continuo contatto con gli assistiti”.

L’attività di sorveglianza ha comportato l’identificazione dei contatti dei primi 4 casi e ha riguardato ad oggi oltre 150 persone visitate dai dermatologi e dai medici igienisti. Attualmente sono 18 i casi accertati, di cui 11 operatori sanitari immediatamente sottoposti a trattamento specifico e 7 contatti esterni sottoposti a trattamento preventivo.

Prosegue serrata l’attività di identificazione degli ulteriori contatti e dei loro spostamenti. Sono stati avvertiti i medici di medicina generale affinché segnalino tempestivamente eventuali casi sospetti. Si ribadisce che l’infestazione non riveste carattere di pericolosità per la salute né a breve né a lungo termine. Può colpire persone di ogni ceto sociale, indipendentemente dall’igiene personale e non fa distinzioni di età o sesso ed è endemica in molti paesi sviluppati.

Cos’è la scabbia.

La scabbia è una malattia contagiosa della pelle. Si verifica tra gli esseri umani e in altri animali. È stata classificata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come una patologia legata all’acqua.[1] È causata, principalmente, dall’acaro Sarcoptes scabiei, un parassita molto piccolo e di solito non direttamente visibile, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando un intenso prurito allergico. L’infestazione negli animali causata da specie di acari simili viene chiamata “rogna sarcoptica”.

La malattia può essere trasmessa da oggetti, ma più spesso dal contatto diretto pelle-pelle, con un elevato rischio dopo un contatto prolungato. L’infestazione iniziale richiede da quattro a sei settimane per diventare sintomatica. Poiché si riscontrano sintomi allergici, oltre al ritardo nella presentazione si ha anche un significativo ritardo nel sollievo dopo che i parassiti sono stati sradicati. La scabbia crostosa, precedentemente conosciuta come scabbia norvegese, è una forma più grave d’infezione spesso associata alla immunosoppressione.

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