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Pidocchi: sintomi, trattamenti e rimedi. Riconoscere la pediculosi!

Pidocchi: sintomi, trattamenti e rimedi. Riconoscere la pediculosi!
Pidocchi: sintomi e rimedi

Pediculosi: dannati pidocchi!

La parassitosi da parte dei pidocchi è molto frequente sopratutto in ambienti scolastici ma non solo. Come riconoscerla? Come trattarla correttamente? 

La pediculosi è una parassitosi che può colpire le parti della cute: soprattutto il capo, il pube o, più in generale, il corpo.

La lunghezza del pidocchio è (solitamente) di circa 2-4 mm, ma le lendini (ovvero le uova) sono di dimensioni inferiori al millimetro.

Hanno un colore madreperla (diversamente dai pidocchi che sono più scuri) e, si schiudono dopo 7-8 giorni alla temperatura ottimale di 32°C, liberando le ninfe che, dopo un periodo di circa due settimane, terminano il loro processo di maturazione, divenendo veri e proprio pidocchi pronti a riprodursi.

La femmina di pidocchio può depositare fino ad un massimo di 5 uova al giorno.

Il ciclo di vita riportato è comune alle tre specie di pidocchi che, generalmente, aggrediscono l’uomo:

  • Pediculus Humanus Capitis (pidocchio del capo)
  • Pediculus Humanus Corporis (pidocchio del corpo)
  • Phtirus Pubis (pidocchio del pube)

I pidocchi sono definiti parassiti poiché non possono sopravvivere a lungo lontani dall’ospite.

La pediculosi si manifesta, di solito, con prurito intenso che conduce il soggetto a grattare e sfregare le zone pruriginose, provocando, talvolta, escoriazioni.

Oltre alla sintomatologia pruriginosa, è di rilievo, per la diagnosi, che siano ritrovati lendini e pidocchi adulti, in particolar modo concentrati dietro le orecchie o sulla nuca.

È possibile (inoltre) stabilire da quanto tempo sia in corso l’infestazione, valutando la vicinanza delle uova al cuoio capelluto.

Se sono lontane da esso, vorrà dire che l’infestazione si è verificata nei giorni o settimane precedenti.

Le uova non possono essere confuse con la forfora, poiché quest’ultima risulta facilmente asportabile.

Le lendini, invece, restano adese al capello, ragion per cui è necessario effettuare il miglior sistema di diagnosi, il wet combing (pettinare con un pettine a denti fitti tutti i capelli, dalla radice alla punta, dopo averli cosparsi con abbondante balsamo, fino a che non si raccolgono più insetti), che è anche una valida terapia. 

Ripetuta ogni 3-4 giorni per due settimane da mani esperte, su infestazioni modeste, può essere efficace quanto i tradizionali insetticidi. 

Questo sistema consente di stabilire con certezza se vi sono insetti vivi e nel contempo li rimuove.

Poiché non esiste un prodotto che utilizzabile per la prevenzione, è necessario che, oltre a quanto riportato, si educhino le persone ed i bambini affinché assumano dei comportamenti corretti, atti a ridurre la probabilità di contagio.

I pidocchi, infatti, non saltano da una testa all’altra ma si trasmettono per contatto diretto.

E’ necessario, dunque, che non vi siano scambi di cappelli, fermagli per capelli, sciarpe, asciugamani, pettini o effetti personali.

Lavare abiti e lenzuola in acqua a 60°C. Tutti gli oggetti venuti in contatto con la persona infestata devono essere imbustati in un sacchetto di plastica che deve restare chiuso per circa due settimane.

Appurato dunque che l’infestazione avvenga più frequentemente nei luoghi affollati (maggior possibilità di contatto diretto con altre persone) ed assodato che le fasce d’età più colpite siano quella scolare e quella pre-scolare, sarebbe utile e fondamentale che genitori e personale sanitario presente nelle varie scuole ispezionassero periodicamente il capo dei bambini.

I vari prodotti in voga per il trattamento si trovano sottoforma di shampoo, emulsioni, gel, polveri e creme.

I più conosciuti ed efficaci sembrerebbero essere quelli a base di piretroidi sintetici, tra i quali si può annoverare la Permetrina (sostanza attiva antiparassitaria utilizzata per i presidi medico-chirurgici e come insetticida).

Il Malathion (antiparassitario organofosforico) è un prodotto di seconda scelta da poter utilizzare in caso di resistenza alle piretrine.

Di solito, una sola applicazione di questi prodotti, insieme al wet combing effettuato sia dopo il trattamento che in maniera ripetuta durante il periodo dell’infestazione, risulta efficace per debellare i pidocchi.

La vaselina bianca invece, si rivela utile nel caso in cui l’infestazione colpisca anche ciglia e sopracciglia.

Dott. Giovanni Maria Scupola

Nato a Lecce. Blogger, web-writer, nurse-reporter. Laurea in Infermieristica (Bari, 2004), Laurea Specialistica (Parma, 2008), Master in Management e Coordinamento (Roma, 2011).

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