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Ipotiroidismo: una sindrome patologica della Tiroide che determina uno squilibrio nell’organismo.

Chi soffre di Ipotiroidismo è spesso soggetto a disequilibri ormonali dell’organismo che possono condurre a fasi patologiche acute o croniche problematiche. In cose consiste questa sindrome?

L’Ipotiroidismo non è una malattia semplice da diagnosticare e da gestire. In realtà si tratta di una vera e propria Sindrome, come quella Diabetica, che prende come bersaglio un po’ tutto il Corpo Umano, passando da localizzata a sistemica.

Essa è dovuta essenzialmente ad una insufficiente azione degli ormoni prodotti dalla Tiroide a livello dei vari tessuti (per questo sistemica). Nel caso specifico l’organo tiroideo non produce una quantità sufficiente di ormoni. Tale situazione determina uno squilibrio a livello dell’organismo intero, che può essere lieve, medio o grave.

Va da sé pensare che con una riduzione nella produzione di ormoni vengono meno anche le reazioni chimiche ad essi abbinati. Questo stato produce un rallentamento dei processi metabolici.

Ecco quali sono le patologie della Tiroide:

Le patologie della tiroide: valutazioni e classificazione. Anatomia e fisiologia.

In fase precoce i sintomi non sono sempre evidenti; quando l’Ipotiroidismo diventa cronico può portare a seri problemi di salute.

Eziologia.

Fra le cause di ipotiroidismo, ci spiegano i colleghi di Humanitas, alcune delle più importanti sono:

  • malattie autoimmuni (ad es. tiroidite di Hashimoto);
  • rimozione chirurgica della tiroide;
  • terapia con iodio radioattivo;
  • alcuni farmaci (ad esempio l’amiodarone utilizzato per le aritmie cardiache, il litio per determinati problemi psichiatrici).

Talvolta, invece, l’ipotiroidismo può essere congenito (nel qual caso è presente fin dalla nascita), dall’incapacità della ghiandola ipofisaria di produrre l’ormone necessario alla stimolazione della tiroide (TSH), dalla gravidanza o dalla carenza di iodio.

Sintomi.

Come già detto, i sintomi e segni dell’ipotiroidismo variano considerevolmente a seconda dell’età di insorgenza, della durata e dell’entità della condizione.

Fra questi, si possono elencare:

  • Stanchezza e sonno eccessivo;
  • Eccessiva sensibilità al freddo;
  • Costipazione;
  • Secchezza e pallore della pelle;
  • Gonfiore al volto e alle palpebre;
  • Voce rauca;
  • Debolezza e crampi muscolari;
  • Elevati livelli di colesterolo nel sangue;
  • Periodi mestruali irregolari o più abbondanti del solito;
  • Capelli assottigliati e fragili;
  • Depressione;
  • Problemi di memoria, eloquio lento;
  • Rallentamento della frequenza cardiaca;
  • Mixedema (accumulo di liquidi sottocutaneo).

Il Mixedema è dovuto all’accumulo nei tessuti di alcune glicoproteine per ridotto smaltimento; maggiormente riscontrabile nelle forme più avanzate di ipotiroidismo, è particolarmente evidente nella cute, nei muscoli e a livello cardiaco contribuendo al gonfiore cutaneo e riduzione della performance muscolare e cardiaca.

Nei casi estremi, il coma mixedematoso costituisce la complicanza ultima dell’ipotiroidismo severo non trattato.

Ipotiroidismo in età infantile.

L’ipotiroidismo infantile congenito, se non riconosciuto e trattato tempestivamente, determina danni irreversibili, soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, con grave ritardo mentale.

Alla nascita possono comparire difficoltà respiratorie, ittero, costipazione, disturbi della suzione, ingrossamento della lingua, pianto rauco, difficoltà a mantenere il capo eretto e la posizione seduta, ritardo della maturazione ossea.

Nei casi non trattati si produce inoltre bassa statura disarmonica per brevità degli arti rispetto al tronco.

Diagnosi.

Semplici esami del sangue con misurazione dei livelli di TSH e degli ormoni tiroidei (in particolare la tiroxina, FT4) permettono di diagnosticare facilmente l’ipotiroidismo anche nelle forme iniziali.

L’ecografia tiroidea ed il dosaggio nel sangue degli anticorpi anti-tiroide costituiscono un utile completamento, soprattutto nelle forme autoimmuni.

Come si tratta.

Il trattamento standard per questa patologia consiste nella somministrazione (per via orale) dell’ormone tiroideo L-tiroxina per compensare lo squilibrio. In genere si inizia con basse dosi dell’ormone, da aumentare poi progressivamente.

Poiché nella maggioranza dei casi è necessario proseguire la terapia per tutta la vita, si rendono necessari periodici controlli per verificare l’adeguatezza della terapia.

Alcuni alimenti e farmaci possono inibire l’assorbimento della L-tiroxina. In caso di assunzione di integratori alimentari di ferro, colestiramina, calcio o idrossido di alluminio, o nel caso il paziente mantenga una dieta ricca di soia, dovrebbe parlarne con lo specialista.

Come si previene.

Fra i fattori di rischio specifici per l’ipotiroidismo, non ce ne sono di facilmente influenzabili per mezzo di modalità preventive.

Per cui non è possibile stabilire se un soggetto si ammalerà o meno di Ipotiroidismo. La presenza di casi simili in famiglia, tuttavia, può essere un fattore eziologico importante (anche se dal punto di vista della prevenzione conta poco).

Leggi anche:

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