gravidanza
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Tutto quel che c’è da sapere sulla gravidanza: dai primi sintomi a quelli dell’ultimo trimestre. Focus su gravidanza extrauterina ed altre complicanze che possono metterla a rischio.

Gravidanza: per una donna che desidera rimanere incinta è molto importante fare attenzione ai primi sintomi di gravidanza e distinguerli dai sintomi premestruali.

Come riporta pianetamamma.it, nelle prime settimane, i segnali di una gravidanza in corso variano da donna e donna, ma attenzione, possono non presentarsi o apparire successivamente.

Il primo sintomo, il più importante e significativo, è l’amenorrea, il mancato arrivo delle mestruazioni, soprattutto se il ciclo è sempre regolare e hai avuto rapporti nei giorni fertili.

Gli ormoni che si attivano in seguito alla fecondazione dell’ovulo, sono inoltre responsabili di alcune trasformazioni nel corpo della donna. Ecco i principali sintomi della gravidanza prima del ciclo:

  •  Tensione al seno e all’addome;
  •  Dolori al basso ventre;
  •  Perdite da impianto;
  •  Stanchezza eccessiva;
  •  Nausea e sensibilità diversa verso odori e sapori;
  •  Tendenza ad urinare più spesso;
  •  Aumento della temperatura basale.

Sono incinta o si tratta di un semplice ritardo?

Quando le mestruazioni tardano ad arrivare e il ciclo non è regolare, il modo migliore per dissipare ogni dubbio è effettuare un test di gravidanza.

Ma come funziona il test e quando farlo per avere un risultato più attendibile? Il test di gravidanza può essere acquistato in farmacia, si esegue sulle urine, ed evidenzia la presenza dell’ormone Beta hCG, la gonadotropina corionica umana.

Questo ormone viene prodotto nel momento in cui l’embrione si impianta nell’utero. Il test si presenta sotto forma di bastoncino o cartina e contiene anticorpi che reagiscono se l’ormone della gravidanza è presente. Bisogna ricordare che il livello delle Beta hCG è massimo tra la 7a e la 12a settimana di gravidanza. Poi il livello scende, ed in seguito diventa stabile per tutta la gravidanza e fino a 3 settimane dopo il parto.

Ma quando è meglio fare il test di gravidanza per verificare se si è incinta o meno? Dopo quanti giorni si può fare? Il momento migliore per effettuare il test dovrebbe essere la mattina appena alzate, a digiuno, con la prima urina perché contiene una maggiore concentrazione dell’ormone beta hCG.

Il test dovrebbe essere effettuato almeno una settimana dalla presunta data in cui le mestruazioni sarebbero dovute arrivare.

Se avete un ciclo regolare, un ritardo di una settimana, potrebbe essere un sintomo di gravidanza, ma non è sicuro al 100%. Inoltre effettuare il test dopo pochi giorni potrebbe dare un falso risultato, perché l’ormone beta HCG presente nell’urina raggiunge il suo livello massimo tra la settima e la dodicesima settimana di gravidanza.

Alcuni test sono in grado di calcolare la presenza di questo ormone già dopo due settimane dal concepimento, ma in alcuni casi, se c’è stato un ritardo nell’ovulazione, il risultato del test potrebbe essere negativo.

Ricordate che è importante assumere la giusta quantità di acido folico in gravidanza sin da prima del concepimento: l’acido folico serve per prevenire le malformazioni del tubo neurale come la spina bifida.

La gravidanza dura in media 10 mesi lunari, ossia 40 settimane che si iniziano a contare dall’ultima mestruazione alla data più possibile per il parto. Una gravidanza fisiologica può quindi concludersi tra tre settimane prima e due dopo tale data (quindi tra 37 e 42 settimane).

Ma come fare un calcolo delle settimane di gravidanza?

Il regolo ostetrico può essere un valido strumento per calcolare la data presunta del parto e capire in quale settimana ci si trova. Esistono inoltre numerose App o siti che consentono di calcolare le settimane di gravidanza: su PianetaMamma trovate un calcolatore della data presunta del parto e della settimana nella quale ti trovi.

Durante le 40 settimane di gestazione è possibile seguire la crescita del feto, il suo sviluppo e come cambia il corpo della futura mamma.

Ogni mese ha caratteristiche precise: nel primo trimestre c’è la scoperta del test positivo e l’emozione della prima ecografia, durante il secondo trimestre si fanno esami importanti – come la morfologica o l’amniocentesi – l’ultimo trimestre è il più faticoso e aumenta il desiderio di conoscere il bambino.

Numerosi fattori possono comportare un rischio elevato in gravidanza, tra cui patologie preesistenti, l’età della madre, lo stile di vita e i problemi di salute che si verificano prima o durante la gravidanza.

Insomma a volte una gravidanza è a rischio a causa di una condizione medica presente prima, in altri casi a causa di complicanze che si manifestano durante i nove mesi, come il diabete gestazionale o problemi alla placenta.

Viene definita gravidanza biochimica l’assenza di una gravidanza in sede di ecografia nonostante il test degli ormoni Beta HCG sia positivo.

E’ caratterizzata da un aumento dei livelli dei valori Beta HCG seguito da un repentino calo.

La gravidanza extrauterina o ectopica è una particolare forma che si va ad impiantare in una sede diversa da quella normale. L’ovulo fecondato si posiziona fuori dall’utero, nell’80% dei casi nelle tube, nel restante 20% nell’addome, l’ovaio e cervice.

La gravidanza tubarica è la più comune e pericolosa. Ci sono diverse cause e fattori che facilitano l’annidamento dell’ovulo fecondato nella tuba o in un’altra sede esterna all’utero ma in generale possono essere divise in due macro gruppi:

  •  tutte le cause che impediscono il passaggio dell’embrione verso l’utero;
  •  tutti i fattori che facilitano l’annidamento fuori dall’utero.

Nel caso di gravidanza extrauterina il test risulterà positivo, ma i valori delle Beta hCG sono lievemente sotto la norma. La gestione è piuttosto complessa e l’approccio da usare non è univoco.

Sicuramente è importante rivolgersi ad un ospedale, perché una gravidanza ectopica non può continuare ed è necessario fare un aborto terapeutico.

La durata di una gravidanza fisiologica può variare da 37 a 42 settimane. Se si partorisce prima della 37esima settimana, il bambino è definito prematuro, mentre una che dura più di 42 settimane viene chiamata post-termine o prolungata.

Anche se a tutte le donne in dolce attesa viene data una data presunta del parto solo il 4% nasce nella data esatta di scadenza.

La maggior parte dei bambini vede la luce tra 37 e 41 settimane solitamente entro una settimana prima o dopo la data presunta la data presunta parto.